Le scuole sarde si mettono a dieta di consapevolezza: dodicimila studenti a lezione di cibo e territorio con il progetto di Confesercenti

Si conclude l’iniziativa finanziata dalla Regione che ha attraversato sei province dell’Isola. L’obiettivo è trasformare i giovanissimi in consumatori attenti per sostenere l'economia locale contro i rincari di logistica ed energia.

Le nuove generazioni sarde si preparano a sedersi a tavola con una consapevolezza diversa. Giunge alle battute finali il progetto denominato "Alfabetizzazione Alimentare – Menu Sardegna", un itinerario educativo che negli ultimi mesi ha percorso le strade dell’Isola per insegnare ai più giovani il valore di ciò che finisce nel piatto. L'iniziativa, promossa dalla Confesercenti Sardegna, l’associazione che tutela le imprese del commercio e del turismo, è stata realizzata grazie al finanziamento stanziato dall'Assessorato regionale dell’Igiene e Sanità, con l'intento di tessere un legame più solido tra salute, alimentazione e radici territoriali.

Il bilancio dell'operazione parla di oltre milleduecento studenti coinvolti tra le aule delle scuole primarie e delle medie inferiori. Il percorso si è snodato in modo capillare attraverso sei province, toccando realtà geograficamente distanti come il Sulcis Iglesiente e la Gallura, il Nuorese e l’area metropolitana di Cagliari, senza trascurare l’Oristanese e il Sassarese. In ogni tappa, il cibo è stato presentato non come un mero prodotto di consumo quotidiano, ma come un pilastro del patrimonio culturale ed economico della Sardegna.

La macchina organizzativa ha schierato un partenariato tecnico, ovvero una rete di collaborazioni professionali, di assoluto rigore scientifico. Al fianco degli insegnanti e dei dirigenti scolastici hanno lavorato nutrizionisti, esperti del settore agroalimentare, operatori delle filiere produttive e professionisti della comunicazione. Questo apparato ha avuto il compito di tradurre concetti complessi in un linguaggio accessibile, rendendo gli studenti protagonisti di un cambiamento culturale che mira a valorizzare le produzioni locali.

L'operazione non ha solo finalità pedagogiche, ma risponde a una visione strategica per il futuro dell'economia isolana. In una terra segnata da criticità strutturali pesanti, come l’insularità — la condizione di isolamento geografico che aggrava i costi dei trasporti — e il rincaro delle bollette energetiche, educare i consumatori di domani significa gettare le basi per la tenuta del sistema produttivo sardo. La cultura alimentare diventa così uno scudo contro le difficoltà della logistica e la volatilità dei consumi stagionali.

Confesercenti Sardegna guarda già oltre la conclusione di questa fase, considerandola un primo passo verso un modello stabile di istruzione territoriale. L’esperienza accumulata servirà infatti a gettare le fondamenta per la progettazione dell'edizione 2027. L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare la platea delle scuole coinvolte e rafforzare la dimensione laboratoriale, consolidando un dialogo permanente tra il sistema scolastico e le imprese agroalimentari. L'investimento mira a garantire che la crescita culturale dei giovani sardi cammini di pari passo con la stabilità economica delle comunità locali.

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