La mostra fotografica "Una vita da scienziata" sbarca a Sassari fino al sei maggio. Esposti venti ritratti curati da Gerald Bruneau per incoraggiare le giovani a iscriversi alle facoltà scientifiche.
Gli scatti per abbattere i muri invisibili della scienza. Giovedì ventitré aprile, le porte della Sala Duce di Palazzo Ducale, sede del municipio di Sassari, si sono aperte per inaugurare l'esposizione fotografica intitolata "Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte". L'allestimento, prodotto originariamente dalla Fondazione Bracco, approda nel Nord dell'Isola grazie all'iniziativa dell'associazione Giulia Giornaliste Sardegna, incassando il patrocinio istituzionale della Regione, del Comune, dell'Ateneo sassarese, dell'Anci, l'associazione dei comuni, dell'Ordine dei Giornalisti e godendo del contributo finanziario della Fondazione di Sardegna.
Il percorso espositivo raccoglie venti dei quaranta ritratti complessivi realizzati dall'obiettivo di Gerald Bruneau, fotografo incaricato di immortalare una selezione delle ricercatrici italiane contemporanee più affermate nei rispettivi campi di studio. L'impostazione visiva rifugge la freddezza accademica: gli scatti ritraggono le professioniste in atteggiamenti volutamente familiari, con l'intento esplicito di allontanare l'idea che la ricerca scientifica sia una disciplina ostile e polverosa, sradicando al contempo gli stereotipi che allontanano il mondo femminile dalle cattedre universitarie.
I dati statistici giustificano l'allarme: le neolaureate iscritte ai percorsi di studio definiti in ambito accademico con l'acronimo "STEM", che raggruppa le facoltà di Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, rappresentano attualmente appena un quinto del totale. Un divario di genere alimentato da un sostrato culturale che finisce per condizionare le scelte formative delle giovani studentesse. L'obiettivo della mostra è offrire una ribalta mediatica a queste studiose affinché diventino volti riconoscibili, fornendo un esempio pratico per incoraggiare le nuove generazioni a intraprendere carriere tecnologiche. L'allestimento sassarese resterà aperto al pubblico fino al prossimo sei maggio, con orario feriale fissato dalle sedici alle diciannove, dal lunedì al sabato. L'organizzazione ha previsto inoltre un servizio di visite guidate riservate alle scolaresche, prenotabili contattando il numero telefonico 3515616082.
L'impegno per l'inclusione femminile è stato sottolineato dai promotori durante il taglio del nastro. «Io le definisco un po’ “le scienziate della porta accanto”, perché sono scienziate e donne operative, tangibili, rintracciabili e contattabili», ha spiegato Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, ricordando che il progetto nasce per chiedere al mondo dell'informazione di concedere più spazio e voce alle esperte del settore. «Le ragazze devono essere libere, senza alcun condizionamento, di scegliere la loro strada, di dar voce alle loro passioni e di iscriversi alle materie STEM senza che ci siano per questo difficoltà e condizionamenti culturali».
Le istituzioni cittadine hanno sposato la causa sposando il valore pedagogico dell'iniziativa. Nicoletta Puggioni, esponente della giunta alla guida dell'assessorato alla Cultura e alle Politiche educative, ha inquadrato l'evento come un punto di partenza per il territorio: «Vogliamo aprire un percorso con la città di Sassari per parlare delle donne che si occupano delle discipline STEM. Credo che questo possa essere anche un ottimo esempio per le tante ragazze che si impegnano ogni giorno nella propria formazione e magari poi rinunciano ad andare avanti nella carriera perché pensano che certi ruoli siano solo per gli uomini». Un concetto ripreso con tono amaro da Angela Spanu, Professoressa Ordinaria di Medicina Nucleare e Direttrice del relativo dipartimento presso l'Università cittadina: «Esiste un doppio standard, anche nella carriera accademica, e questo è veramente paradossale, perché nella scienza dovrebbe sempre e comunque prevalere il merito e nient'altro. Non è, evidentemente, ancora così».