La quindicesima edizione della Grande Jatte in programma il sedici e diciassette maggio. La rievocazione storica si fonde con la tecnologia per guidare non vedenti e disabili tra pic-nic, cinema muto e sfide di sartoria.
Il prato del Parco della Musica di Cagliari si prepara a riavvolgere le lancette dell'orologio di oltre un secolo. Sabato sedici e domenica diciassette maggio, gli spazi verdi del capoluogo ospiteranno la quindicesima edizione della Grande Jatte, la manifestazione che ricostruisce atmosfere, abbigliamenti e passatempi del passato. Il filo conduttore scelto per l'edizione di quest'anno si intitola "Modern Times", un richiamo esplicito all'alba del Novecento e alle profonde trasformazioni sociali, culturali e scientifiche che hanno segnato il decennio inaugurale del ventesimo secolo.
L'impianto organizzativo della rievocazione si fonda su una precisa scelta di accessibilità, con l'intento formale di azzerare le barriere fisiche e sensoriali. L'associazione Mad²Factory, ideatrice dell'evento, ha affiancato alle classiche passeggiate in costume una rete di supporti tecnologici per i visitatori con disabilità. Attraverso la collaborazione con i tecnici della sigla Officina Prima Lab è stata sviluppata un'applicazione digitale che fornisce mappe in tempo reale, notifiche e audioguide per orientare il pubblico negli spostamenti. Il perimetro del parco è stato inoltre mappato con percorsi tattili progettati in sinergia con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la storica organizzazione nazionale nata per tutelare e assistere le persone con deficit visivi.
Il connubio tra estetica d'epoca e inclusione sociale trova spazio anche nelle esposizioni artistiche. I padiglioni ospiteranno la prima mostra curata dall'Accademia d'Arte di Cagliari dedicata al filone "steampunk", il genere fantastico che contamina gli scenari storici e l'abbigliamento ottocentesco con ingranaggi e tecnologie a vapore. Per l'occasione, le coperture estetiche e gli invasi delle protesi mediche destinate alle persone amputate sono stati trasformati in vere e proprie sculture. L'apertura ai diritti civili si concretizza infine nell'area affidata all'Arc, l'associazione locale che dal duemiladue fornisce assistenza alle minoranze sessuali e di genere, chiamata a illustrare i primi movimenti di rivendicazione nati nella Germania di inizio Novecento contro le leggi che punivano severamente gli atti omosessuali.
L'ossatura della due giorni ricalca rigorosamente i passatempi dell'alta borghesia del secolo scorso. Sui prati cagliaritani torneranno i pic-nic sotto le stelle e i rinfreschi pomeridiani, con una particolare declinazione dedicata agli animali domestici: un apposito spazio servirà biscotti artigianali per i cani di razza bassotto. A giudicare il rigore storico degli allestimenti e la fattura sartoriale degli abiti d'epoca sarà una giuria tecnica composta da professionisti del settore, tra cui il sarto Gianfranco Orrù, insignito del premio nazionale Forbici d'Oro, il costumista Filippo Grandulli e le esponenti dell'Associazione Steampunk Italia, Laura di Marco e Ilaria Amore.
Il programma delle esibizioni spazia dalle proiezioni dei primi filmati muti del Novecento, curate dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria, alle mostre fotografiche sulle antiche miniere isolane e sui liquori storici prodotti a Villacidro, capaci di farsi largo fino all'Esposizione Universale di Parigi del millenovecento. Per il pubblico più attivo, le associazioni ludiche hanno allestito giochi di ruolo e un'area che fonde gli enigmi delle stanze di fuga con l'airsoft, l'attività ricreativa basata sulla simulazione di percorsi a ostacoli e tattiche militari. Sul palcoscenico principale si alterneranno lezioni pratiche per il rito del tè tenute dall'esperta Eleonora Cabras, esibizioni di danza classica rivisitata, spettacoli di magia con il mentalista Stefano Demurtas e numeri di giocoleria con il fuoco.
A tirare le somme della macchina organizzativa, sostenuta dal patrocinio degli enti locali e dal contributo della Fondazione Banco di Sardegna, è la direttrice artistica Claudia Cabitza: «Quindici anni sono tanti. Ripensando alle prime edizioni ci accorgiamo di come la Jatte sia cresciuta e diventata adulta insieme a noi. Oltre agli spettacoli, alle iniziative, all'intrattenimento, sentivamo la necessità di fare qualcosa di più. È stato un percorso lungo, fatto di studio, confronto e soprattutto di collaborazioni e idee condivise, tante anime hanno presentato delle proposte e ci hanno aiutato in questo nuovo percorso che vuole rendere la Jatte un festival inclusivo, adatto e fruibile anche per le persone disabili. Modern Times ci è sembrato un ottimo tema: sono tempi moderni, non solo per l'Ottocento ma anche per noi». L'evento si chiuderà nella serata di domenica con l'estrazione di una lotteria limitata a cinquecento stampe grafiche e con il concerto finale affidato alle sonorità tradizionali del gruppo Glee's.