Proclamata un'astensione dal lavoro di quattro ore per il 19 maggio. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti denunciano il silenzio della società di gestione su stipendi e diritti mentre si discute di privatizzazione.
I lavoratori dell'aeroporto di Elmas incrociano le braccia. Dopo l'esito negativo del tentativo di conciliazione svoltosi giovedì 23 aprile negli uffici della Prefettura, l'organo periferico del Ministero dell'Interno che interviene come mediatore nei conflitti sociali e sindacali, le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato ufficialmente lo sciopero. La mobilitazione interesserà tutto il personale dipendente del Gruppo Sogaer, la società che gestisce lo scalo cagliaritano. L'astensione dal lavoro è stata fissata per la giornata del diciannove maggio e durerà quattro ore, coprendo la fascia oraria che va dalle undici del mattino alle tre del pomeriggio. Ad accompagnare la protesta principale è scattato anche il blocco totale delle prestazioni straordinarie e supplementari, una misura entrata in vigore dalla mezzanotte del 24 aprile e valida ininterrottamente fino al giorno dello sciopero.
Alla base della rottura c'è quello che le organizzazioni dei lavoratori definiscono un totale disimpegno da parte dell'azienda. Il vertice prefettizio, stando a quanto riferito dai sindacati, ha certificato la mancanza di risposte concrete sui nodi centrali della vertenza. Sul tavolo delle trattative giacciono questioni prettamente economiche e organizzative: il pagamento dei premi di risultato, le maggiorazioni salariali per i turni lavorativi domenicali, la gestione delle ferie e la questione del lavaggio dei Dpi, acronimo che indica i dispositivi di protezione individuale, ovvero le divise e le attrezzature di sicurezza che il personale è obbligato a indossare per legge. Temi che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, attengono al rispetto delle condizioni minime e della dignità del personale dipendente.
La posizione dei sindacati è affidata a una nota congiunta che non lascia spazio a compromessi. «L’azienda continua a rinviare, a sottrarsi alle proprie responsabilità e a non misurarsi nel merito con richieste giuste e fondate», mettono a verbale le tre sigle confederali. «Per questo la mobilitazione si rafforza: perché nasce da problemi reali e dalla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono l’operatività dello scalo». L'accusa mossa ai vertici Sogaer è quella di essersi presentati al tavolo istituzionale senza l'intenzione di sciogliere i nodi contrattuali: «La mobilitazione rappresenta una scelta necessaria per ristabilire un equilibrio in un confronto che, fino a oggi, l’azienda ha affrontato senza una reale volontà di trovare soluzioni vere».
Lo scontro si innesta in un momento storico particolare per l'infrastruttura di Elmas. Le organizzazioni denunciano come il dibattito pubblico sia attualmente monopolizzato dalle ipotesi di privatizzazione dello scalo e dal destino di un consiglio di amministrazione ormai giunto a fine mandato, dinamiche che rischiano di relegare in secondo piano le rivendicazioni di chi garantisce il funzionamento quotidiano dei terminal. A tutela dei passeggeri, le sigle sindacali hanno precisato che la protesta si svolgerà nel rigoroso rispetto della normativa vigente. Durante le quattro ore di sciopero saranno garantite le prestazioni indispensabili e i servizi minimi essenziali previsti dalla legge per il comparto dei trasporti, assicurando in particolar modo il presidio delle attività aeroportuali e i varchi di sicurezza.