L'appello dei volontari prima della gita campestre: portate a casa gli scarti del pranzo per salvare la montagna di Vallermosa

L'associazione ecologista corre ai ripari in vista dell'invasione del venticinque aprile. Durante l'ultima bonifica tra i boschi sono stati recuperati persino piatti in ceramica e posate.

Il venticinque aprile le alture di Vallermosa si preparano ad accogliere la tradizionale "Festa della Montagna", un appuntamento campestre organizzato dalla Pro Loco locale nella zona di Is Prunixeddas. In vista del massiccio afflusso di escursionisti, richiamati da un programma che mescola passeggiate, percorsi archeologici e musica all'aperto, scatta la mobilitazione preventiva di chi tenta di arginare l'abbandono indiscriminato della spazzatura. A diramare l'avviso al pubblico è Alberto Garau, responsabile cittadino di Plastic Free, l'organizzazione di volontariato nata con lo scopo di contrastare l'inquinamento da plastica e l'abbandono di materiali non biodegradabili. La richiesta rivolta a chi parteciperà alla giornata di vacanza è elementare quanto perentoria: gli scarti del pasto e gli imballaggi non devono rimanere sul posto.

«Questa festa rappresenta un momento importante di condivisione e contatto con la natura. Proprio per questo è basilare che ciascuno faccia la propria parte: imbustiamo tutto ciò che utilizziamo e riportiamolo a casa, evitando di lasciare rifiuti nell’area della manifestazione e lungo i sentieri. La montagna è un patrimonio di tutti e va rispettata», mette a verbale il referente dell'associazione. La raccomandazione, che in condizioni normali rientrerebbe nel perimetro dell'educazione civica di base, poggia le sue basi sull'esito disastroso dei recenti sopralluoghi effettuati sul territorio.

Soltanto pochi giorni fa, l'area boschiva del paese è stata oggetto di un'operazione di pulizia condotta dallo stesso Garau assieme a due volontarie. L'intervento è avvenuto nell'ambito del cosiddetto "Plogging Day", una giornata dedicata a una pratica ecologista nata nel Nord Europa che consiste nel raccogliere fisicamente l'immondizia abbandonata mentre si cammina o si corre lungo i sentieri naturalistici. L'ispezione, concentrata nel perimetro della zona nota come "Sa Cantina", ha restituito un inventario che certifica il persistere del problema, andando ben oltre la semplice carta di caramella sfuggita di mano. «Oltre a una quantità industriale di tappi di bottiglie di birra e altre tipologie di rifiuti, abbiamo trovato nella vegetazione persino piatti di ceramica, bicchieri di vetro, forchette e coltelli», testimonia il responsabile. L'episodio ha spinto l'organizzazione ad anticipare l'avvio della festività con un monito esplicito, per scongiurare che i prati scelti per le scampagnate si trasformino nell'ennesima discarica a cielo aperto.

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