Un’inchiesta della Procura di Milano smonta il “servizio dopopartita”: pacchetti all inclusive con locali, hotel, escort giovanissime e gas esilarante per una clientela di ricchi annoiati, tra cui decine di calciatori.
Il calcio di oggi non è solo miliardi di diritti tv, selfie negli spogliatoi e campagne social contro le discriminazioni: è anche festini a pagamento, escort appena maggiorenni, gas esilarante e pacchetti “dopopartita” studiati per soddisfare ogni capriccio di una élite viziata. L’inchiesta della Procura di Milano sul giro di escort di lusso legato alla movida cittadina squarcia il velo d’ipocrisia su un pezzo del mondo del pallone che tutti fingono di non vedere: dietro lo slogan “calciatori modello per i giovani” c’è una clientela di ricchi annoiati pronta a spendere migliaia di euro per comprare corpi e silenzi.
Nelle carte dell’indagine compaiono “decine di calciatori di Serie A”, non solo residenti in Lombardia ma anche in trasferta, serviti da una società di eventi che offre un “servizio dopopartita” completo: serata in locali esclusivi, alberghi di lusso, escort reclutate e pagate per prestazioni sessuali.Intanto quattro persone finiscono agli arresti domiciliari e la Guardia di Finanza sequestra oltre 1,2 milioni di euro: la prova che non si trattava di qualche “scappatella privata”, ma di un vero circuito industriale fondato sullo sfruttamento sistematico della prostituzione e sul riciclaggio del denaro.
Finché i calciatori continueranno a fare la morale in conferenza stampa e a comprare corpi nel silenzio delle suite d’albergo, lo sport resterà un gigantesco alibi di cartone. Nel frattempo a pagare non saranno loro, protetti da contratti milionari e squadre di avvocati, ma le ragazze reclutate come merce da mettere in vetrina per una notte e da dimenticare il giorno dopo.