C’è qualcosa di profondamente ingiusto nel veder morire una storia di cinquant’anni sotto il peso di una sanzione burocratica, proprio mentre le istituzioni locali investono per rifare il trucco al campo di gioco. Il caso della Catalana Baseball, la storica ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) di Alghero, è arrivato a un punto di non ritorno che sa di beffa: una società pronta a gettare la spugna e un "diamante", il campo da gioco, a Maria Pia che rischia di restare deserto per tutta la stagione 2026.
La vicenda è nota: un debito di 6.000 euro con la FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) nato da due trasferte mancate lo scorso anno e un blocco del sistema informatico che ha impedito il tesseramento degli atleti. Davanti a questo muro di gomma, il Sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, ha deciso di rompere gli indugi scrivendo direttamente al Presidente federale, Mauro Mazzieri. Non una lettera di cortesia, ma un appello al buonsenso.
Cacciotto chiede «un intervento deciso e risolutivo da parte della Federazione, improntato a un atteggiamento propositivo e finalizzato alla risoluzione delle criticità emerse, piuttosto che a una mera applicazione di misure di carattere punitivo». Il concetto è chiaro: lo sport di base non è una multinazionale e non può essere trattato con la freddezza di un ufficio recupero crediti. «Lo sport, in particolare a livello dilettantistico, vive grazie all’impegno di dirigenti, atleti e volontari che operano con passione e affrontano quotidianamente sacrifici significativi», ricorda il Sindaco, sottolineando come l’Amministrazione segua con «attenzione e preoccupazione» le sorti della società.
Il punto dolente, che da queste parti torna ciclicamente come il maestrale, è quello dell’insularità. Essere sardi, nello sport nazionale, è una tassa occulta. Il Sindaco lo mette nero su bianco: «non si può non tenere conto delle condizioni specifiche in cui operano le realtà sportive del nostro territorio. Essere un’isola comporta già di per sé maggiori difficoltà organizzative ed economiche, legate soprattutto ai costi di trasferta e alla gestione dell’attività agonistica, che gravano in maniera rilevante sulle società». Per una squadra algherese, andare a giocare a Mondovì o a Parma non è come prendere un treno regionale tra Bologna e Firenze; aerei e costi che lievitano a ogni chilometro di mare.
L'Amministrazione comunale, dal canto suo, non parla per pura solidarietà verbale. Cacciotto ricorda i fatti: il supporto al Torneo delle Regioni ospitato proprio ad Alghero e il progetto di riqualificazione del campo di Maria Pia. «Si tratta di un investimento concreto che testimonia la volontà dell’Amministrazione di sostenere e sviluppare questa disciplina». Sarebbe un paradosso tipicamente italiano quello di avere un campo nuovo di zecca e nessuna squadra locale che possa calpestarlo perché "scomunicata" dalla propria Federazione.
Il Sindaco conclude offrendo la «piena disponibilità a un incontro» per trovare una via d'uscita che tuteli il valore sociale della Catalana. Ora dovranno rispondere i vertici romani della Federbaseball. Resta da capire se vorranno salvare il baseball algherese o fare i ragionieri che ne firmano l’estinzione per un pugno di euro in un bilancio federale. In gioco non c'è solo una classifica, ma il diritto di un'isola a non essere tagliata fuori dal gioco per colpa di un regolamento che non conosce la geografia.