Tempio Pausania, commerciante rapinato e legato in negozio. Il presunto bandito catturato tra i cespugli

Un uomo già noto alle forze dell'ordine ha atteso la vittima all'apertura, rubando contanti e chiavi di casa. Braccato dai Carabinieri, ha tentato la fuga lanciandosi da un balcone.

di Pasqualino Trubia

La violenza esplode al momento di alzare la serranda. Un negoziante di Tempio Pausania è stato aggredito, derubato e immobilizzato all'interno della propria attività commerciale. Un agguato in piena regola che ha portato alla cattura di un uomo, volto già noto alle forze dell'ordine e con diversi precedenti alle spalle, rintracciato dai Carabinieri dopo una rocambolesca fuga nelle campagne galluresi.

La fenomenologia dell'agguato: minacce e corde La cronaca dei fatti, ricostruita dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, descrive un'azione premeditata. L'aggressore ha studiato i tempi e ha atteso l'arrivo del titolare davanti all'ingresso del negozio.

Al momento dell'apertura, è scattata l'imboscata. Sotto la minaccia di un'arma, il malvivente si è impossessato del portafoglio della vittima (contenente l'incasso in contanti) e dell'intero mazzo di chiavi, che garantiva l'accesso non solo al locale commerciale, ma anche all'abitazione privata del commerciante. Per garantirsi la fuga e il controllo totale della situazione, l'aggressore ha legato fisicamente la vittima. Perché il comunicato parla di "sequestro di persona" oltre che di rapina? Nel nostro ordinamento penale, privare qualcuno della libertà personale legandolo o rinchiudendolo in una stanza, anche solo per il tempo strettamente necessario a svaligiare la cassa o a guadagnare la fuga, fa scattare in automatico l'accusa di sequestro di persona. Un reato che aggrava pesantemente la posizione dell'indagato.

Il salto dal balcone e la caccia all'uomo Incrociando le dichiarazioni della vittima e i rilievi sul posto, i Carabinieri hanno stretto rapidamente il cerchio attorno a un sospettato compatibile con l'identikit. I militari si sono presentati alla sua porta per eseguire una perquisizione domiciliare.

Vistosi in trappola, l'uomo ha tentato il tutto per tutto: si è lanciato dal balcone dell'abitazione, dileguandosi nella fitta vegetazione delle campagne limitrofe. Il tentativo è durato poco. Le pattuglie hanno cinturato la zona rurale e, dopo un'intensa battuta di perlustrazione, hanno scovato il fuggiasco rannicchiato tra i cespugli.

Le prove materiali e la scacciacani Addosso all'uomo e nel corso delle perquisizioni, i militari hanno recuperato le prove del raid: il mazzo di chiavi del commerciante, i capi di abbigliamento presumibilmente usati durante l'assalto e l'arma del delitto. Si trattava di una pistola scacciacani, verosimilmente sprovvista del tappo rosso e quindi indistinguibile, nel terrore e nella concitazione del momento, da una vera arma da fuoco mortale. Che cos'è il "Fermo di indiziato di delitto" applicato in questo caso? Non si tratta di un arresto in flagranza (che avviene mentre si commette il reato o nell'immediato inseguimento). Il fermo è un provvedimento cautelare d'urgenza che scatta nelle ore o nei giorni successivi quando sussistono due condizioni precise: gravi indizi di colpevolezza e, soprattutto, il fondato e concreto pericolo che il sospettato stia per scappare. Un pericolo che, con il tentato salto dal balcone, si era reso quantomai evidente.

L'uomo si trova ora a disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania. Le indagini restano aperte per chiarire se il presunto rapinatore abbia agito da solo o se abbia beneficiato dell'aiuto di complici nella pianificazione del colpo.

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