Il de profundis del Belpaese in Champions: l'Europa respinge le italiane. Ma per Gattuso è un assist

Il nuovo girone unico allarga la forbice tecnica. Napoli, Juventus e Inter (cinque reti incassate dal Bodo/Glimt) già fuori. Resta solo l'Atalanta, chiamata al miracolo contro il Bayern. Il crollo dei club libera i giocatori per i decisivi playoff azzurri di fine marzo.

La Champions League presenta il conto al calcio italiano. È un bollettino di guerra, una caporetto sportiva che certifica la decadenza del nostro movimento rispetto all'élite continentale. L'Europa corre, l'Italia arranca e cade.

Il verdetto del campo è nudo e inappellabile. L'avvento del nuovo formato della competizione ha dilatato la distanza tecnica e atletica tra le nostre compagini e il resto d'Europa. Il tonfo è partito dal Napoli, sprofondato al trentesimo posto e fuori dai giochi ancor prima della fase a eliminazione diretta.

La slavina ha travolto poi le squadre del nord. L'Inter, guidata da Cristian Chivu, è stata umiliata nei playoff per l'accesso agli ottavi di finale dal Bodo/Glimt, incassando ben cinque reti nel doppio confronto contro i norvegesi. Fuori anche la Juventus, arresasi al fischio finale dopo aver cercato inutilmente un miracolo nella gara di ritorno.

A difendere il tricolore in solitaria resta l'Atalanta. I bergamaschi hanno raggiunto il prestigioso traguardo di piazzarsi tra le prime otto d'Europa, ma il loro cammino appare ormai segnato. Dopo la tragedia calcistica della gara d'andata contro i bavaresi del Bayern Monaco, il passaggio del turno richiederebbe un intervento divino più che uno schema tattico. Che cos'è la novità del "girone unico"? Da questa stagione la UEFA ha abolito i classici otto gironi da quattro squadre. Tutte le 36 formazioni partecipano a un unico grande campionato. Le prime otto classificate volano direttamente agli ottavi, mentre le squadre dalla 9ª alla 24ª posizione si scontrano in un turno di playoff a eliminazione diretta. Chi arriva dal 25° posto in giù, come è successo al Napoli, viene eliminato su due piedi da ogni competizione europea.

La statistica storica è chiara: quando le italiane avanzano in blocco in Europa, la qualità del nostro calcio ne beneficia. Ma in un'annata così avara, il disastro collettivo dei club si trasforma in un inaspettato vantaggio logistico per la Nazionale.

L'eliminazione prematura svuota i calendari e restituisce i giocatori azzurri al Commissario Tecnico Rino Gattuso con largo anticipo. Si spalanca così la finestra per organizzare uno stage eccezionale in Nazionale. Settimane di lavoro prezioso per rimettere benzina nelle gambe e pianificare tatticamente la vera "corrida" di fine marzo: i playoff dove l'Italia si giocherà la sua stessa sopravvivenza nel calcio che conta.

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