Il gasolio alle stelle rischia di spegnere i motori ai
camion. I costi d’esercizio oltre l’85%: per le imprese è
insostenibile.
Giacomo Meloni (Confartigianato Sardegna): “Margini operativi ridotti
all’osso. Attivare immediatamente la clausola di adeguamento al costo
del carburante e necessario sostegno dello Stato”.
“Con il costo del carburante oltre i 2 euro, i costi di esercizio di
un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che
gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non
andare in perdita”.
A lanciare l’allarme sono le imprese del trasporto merci di
Confartigianato Sardegna che evidenziano come gli incrementi del
gasolio registrati dall’inizio del conflitto in Iran stiano incidendo
in modo sempre più pesante sulla sostenibilità economica delle
attività delle aziende.
“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le
imprese dell’autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali,
incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta -
spiega Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna
- quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare
migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante”.
“L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi - prosegue
Meloni - rischia di innescare una pericolosa reazione a catena
sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni
sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo”.
“Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti
attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del
carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto - sottolinea il
Presidente - pur sapendo che, sebbene sia prevista obbligatoriamente
per legge, non di rado viene disattesa soprattutto nei contratti non
scritti. In tal caso occorre fare riferimento ai valori indicativi dei
costi pubblicati dal Ministero, di cui abbiamo chiesto un più
tempestivo aggiornamento”.
Secondo l’analisi fatta dall’Ufficio Studi di Confartigianato
Sardegna, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila
chilometri all’anno, con consumi intorno a un litro ogni tre
chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del
gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi
aggiuntivi per veicolo.
Lo studio ricorda anche la progressione degli aumenti; nel 2021 il
prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L’anno dopo,
con la crisi in Ucraina raggiunse 1,65 euro al litro (+ 22,3%) mentre
adesso ha sfondato i 2 euro.
Il calcolo fatto dall’Associazione di Categoria dice che se con il
carburante a 1,65 euro per litro i costi operativi gravavano per il
50% sull’operatività del mezzo ora, con il gasolio sopra i 2 euro,
l’incidenza supera l’85%.
I dati sul trasporto merci della Sardegna dicono come siano oltre
1.500 le imprese artigiane, con oltre 4mila dipendenti, che
movimentano l’80% dei beni all’interno dell’Isola. Supera il 90% la
quota dei prodotti che arriva in Sardegna via nave.
Tuttavia, secondo Confartigianato Trasporti Sardegna, l’andamento dei
prezzi registrato negli ultimi giorni non può essere spiegato
esclusivamente con la situazione internazionale.
“In queste fasi purtroppo assistiamo anche a una speculazione che
danneggia ancora maggiormente il settore, con un serio rischio di
insostenibilità nel continuare a fare rifornimento e con la
conseguenza di essere costretti a fermare i propri automezzi -
prosegue Meloni - il settore sta subendo una forte compressione dei
margini operativi. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni
sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei
chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino
al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della
telematica. Il nostro impegno organizzativo, però, non basta di fronte
a variabili macroeconomiche incontrollabili”.
Per l’Associazione di Categoria, tuttavia, la questione non riguarda
soltanto l’impatto economico diretto sui bilanci aziendali, ma anche
il modo in cui si stanno formando i prezzi nel mercato dei carburanti.
“È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il
mercato energetico – rimarca Meloni – ma la rapidità e l’entità di
alcuni rincari fanno emergere il sospetto che non si tratti soltanto
di dinamiche legate al costo del petrolio o alle crisi geopolitiche.
L’impressione diffusa tra le imprese è che in alcuni casi si stiano
manifestando fenomeni di speculazione da parte delle Compagnie
Petrolifere che finiscono per scaricarsi direttamente sulle aziende di
trasporto”.
Un elemento particolarmente significativo in questo senso riguarda
l’andamento dei prezzi dell’HVO, il carburante di origine vegetale
sempre più utilizzato (ma ancora non presente nell’Isola) come
alternativa al diesel tradizionale.
“Il caso dell’HVO è emblematico – sottolinea il Presidente – perché si
tratta di un combustibile di origine vegetale che non dipende dal
petrolio né dalle aree di crisi geopolitica legate all’estrazione del
greggio. La sua produzione è prevalentemente europea e in parte anche
italiana. Eppure stiamo registrando rincari importanti anche su questo
carburante”.
Per Confartigianato Trasporti Sardegna proprio l’andamento dell’HVO
dimostra che gli aumenti registrati nel mercato dei carburanti non
possono essere attribuiti esclusivamente alle tensioni internazionali.
“Se aumentano anche carburanti che non sono legati al petrolio e alle
dinamiche dei conflitti internazionali – conclude Meloni – significa
che nel mercato si stanno verificando comportamenti che vanno oltre le
normali logiche economiche. L’HVO rappresenta in questo senso una
testimonianza concreta di come stiano emergendo dinamiche speculative
che rischiano di penalizzare pesantemente le imprese che ogni giorno
garantiscono la movimentazione delle merci e il funzionamento
dell’economia reale”.
Confartigianato Trasporti Sardegna, a livello Nazionale ha richiamato
l’attenzione delle Istituzioni sulla necessità di monitorare
attentamente l’andamento dei prezzi dei carburanti e di adottare
strumenti in grado di garantire maggiore trasparenza e stabilità nel
mercato, a tutela di un settore strategico per l’economia e per la
logistica del Paese.