Quartu, la cucina diventa un lavoro per i più fragili: al via la "Comunità del Buon Gusto"

Quarta edizione del progetto della Fondazione Giulini e del Comune. Dalla teoria all'ex Convento alla pratica al Lazzaretto con i grandi chef sardi per imparare un mestiere.

di Pasqualino Trubia

Quartu Sant'Elena – Un grembiule, un tagliere e una seconda possibilità. A Quartu la cucina non è solo gastronomia, ma un vero e proprio strumento di riscatto. È partita la quarta edizione de "La Comunità del Buon Gusto", il progetto di coesione sociale promosso dalla Fondazione Carlo Enrico Giulini e finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune.

Il concetto alla base dell'iniziativa è pragmatico: togliere dalla marginalità le persone più vulnerabili, prevenire comportamenti antisociali e fornire loro un mestiere solido e spendibile. L'obiettivo non è formare semplici hobbisti, ma migliorare l'occupabilità dei partecipanti, fornendo loro gli strumenti per inserirsi nel mercato della ristorazione o per creare una propria piccola impresa.

L'iter è partito con un Avviso Pubblico e una successiva fase di orientamento, attraverso la quale è stata selezionata e formata la "brigata" di cucina.

Il percorso formativo si sviluppa in due fasi distinte e in due location:

  • La teoria: Le lezioni introduttive si sono tenute a Quartu, nella storica cornice della Sala dell’Affresco dell’ex Convento dei Cappuccini.

  • La pratica: Attualmente i corsisti hanno acceso i fuochi. L'addestramento sul campo si sta svolgendo nel laboratorio dell’Accademia del Buon Gusto, situato all'interno del Lazzaretto di Cagliari.

Sotto la guida di alcuni tra i migliori chef della Sardegna, gli allievi si stanno cimentando con i capisaldi della ristorazione professionale. I moduli didattici coprono l'intero menù: primi piatti, pizza, pesce, carne, dolci, dessert e un focus sulla cucina tradizionale sarda.

Accanto alla tecnica culinaria, il programma prevede un affiancamento per la costruzione di un progetto di autonomia e lezioni specifiche sulle soft skills. Nel mercato del lavoro, le soft skills (competenze trasversali) non indicano la capacità tecnica di svolgere una mansione (come sfilettare un pesce), ma le attitudini personali e relazionali. Si tratta della capacità di lavorare in squadra, di gestire lo stress durante il servizio, della puntualità e dell'intelligenza emotiva nel rapportarsi con i colleghi e con il pubblico.

Il percorso tornerà alla sua base di Quartu Sant'Elena per la fase conclusiva. Qui si terranno i moduli dedicati esclusivamente all'inserimento lavorativo e alle procedure per l'avvio di attività autonome. Il sipario sulla quarta edizione calerà con un grande evento comunitario, aperto a tutti i cittadini, dove la brigata potrà dimostrare sul campo le competenze acquisite.

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