Bracconaggio e cocaina: blitz della Forestale a Pula. Due in manette, sequestrati fucili e 28mila euro

Pula – Non erano solo tordi e cinghiali. Dietro la caccia di frodo si nascondevano armi clandestine e un giro di droga. All’alba del 12 febbraio, quaranta uomini del Corpo Forestale e i cani della Guardia di Finanza hanno setacciato il sud Sardegna. Il risultato è netto: due arresti, quattro denunce e un mucchio di soldi contanti.

L’operazione è partita da un’indagine della Stazione Forestale di Pula. I militari hanno bussato a diverse porte tra Sarroch, Pula e Villa San Pietro. In manette sono finiti due uomini di Pula, di 54 e 22 anni. Ora si trovano nel carcere di Uta.

L'arsenale e la droga In casa non avevano solo reti per l’uccellagione e selvaggina congelata. I Forestali hanno trovato due fucili con la matricola abrasa, armi "sporche" impossibili da tracciare. Ma le perquisizioni hanno fatto emergere anche altro. I cani antidroga hanno fiutato cocaina e cannabis. In un’abitazione c’era una vera e propria serra indoor con dieci piante di marijuana. A colpire è soprattutto il denaro: sono stati sequestrati 28.000 euro in contanti. Una cifra che racconta un business ben più redditizio della semplice vendita di cacciagione.

Il bilancio Oltre ai due arrestati, altre quattro persone sono state denunciate a piede libero. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Cagliari, ha scoperchiato un sistema vasto: in totale gli indagati sono undici. Il bracconaggio, spesso tollerato come vizio antico, qui si era trasformato in criminalità comune.

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