Sassari, trappola per gatti nell'agro: bestiola salvata dalla gabbia, un’altra trovata morta. Denunciato il proprietario del terreno

In quella zona dell'agro sassarese i gatti sparivano nel nulla. La risposta al mistero l'hanno trovata gli agenti della Polizia Locale durante un controllo mirato: una gabbia da bracconieri, nascosta sotto una coperta, e dentro un animale prigioniero.
La scena che si è presentata agli uomini del Comando di via Carlo Felice non lascia spazio a interpretazioni. Un «bellissimo gattone», come lo descrive la nota ufficiale, era costretto in uno spazio angusto di 60 centimetri per 30. Non poteva nemmeno mettersi in piedi. Era terrorizzato, seminascosto da un telo, in attesa di un destino incerto. Poco distante, la conferma che non sempre finisce bene: gli agenti hanno rinvenuto la carcassa di un altro gatto.
Il proprietario del fondo è stato identificato e ha fornito la sua versione dei fatti. Ha spiegato alle forze dell'ordine che «gli animali danneggiano il terreno» e che il suo metodo consiste nel catturarli per poi liberarli successivamente altrove. Una giustificazione che però cozza con la realtà dei fatti: i gatti spariti dal vicinato nei giorni scorsi non si sono più visti.
Il meccanismo utilizzato è quello classico del bracconaggio. Una gabbia innescata con del cibo per attirare la preda. Appena l'animale entra per mangiare, lo sportello scatta alle spalle e la cella si chiude irrimediabilmente. Lì dentro si resta bloccati, al buio e nello stretto.
Il gatto è stato immediatamente liberato e la gabbia posta sotto sequestro. Per il proprietario del terreno è scattata la denuncia a piede libero. Deve rispondere del reato previsto dall’articolo 727 del codice penale: detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. La legge prevede l'arresto fino a un anno o un'ammenda che va dai 1.000 ai 10.000 euro. I controlli della Polizia Locale proseguiranno per verificare se ci siano stati altri casi di maltrattamento nella zona.

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