Gennaio mese caldo per i trasporti: scioperi a raffica dopo le feste, pendolari a rischio disagi

Gennaio 2026 si apre all’insegna delle mobilitazioni sindacali, con il settore dei trasporti ancora una volta al centro delle proteste. Dopo la tregua delle festività, il rientro alla normalità rischia di essere complicato per pendolari e viaggiatori, tra autobus, treni e aerei destinati a fermarsi a più riprese.

Il primo appuntamento critico è fissato per giovedì 8 gennaio, quando diverse sigle sindacali hanno annunciato scioperi regionali. A incrociare le braccia sarà anche il personale della TUA, con servizi garantiti solo nelle fasce protette. Stop programmati, sempre con fasce di garanzia, a Bolzano, Napoli e nelle province di Pescara e Chieti.

I disagi, però, non si esauriranno in una sola giornata. Il 9 e il 10 gennaio la protesta si estenderà su scala nazionale. Negli aeroporti, in particolare a Linate, è previsto lo sciopero di hostess e steward di EasyJet e Vueling, con possibili cancellazioni e ritardi sui voli.

In Sardegna, il 9 gennaio si fermeranno per 24 ore gli autisti dell’ARST, mentre il giorno successivo, venerdì 10 gennaio, sarà la volta del trasporto ferroviario, con ripercussioni su treni regionali e a lunga percorrenza.

Il calendario delle agitazioni non si chiude qui. Venerdì 16 gennaio è previsto un nuovo sciopero del trasporto pubblico locale, che potrebbe arrivare fino a 24 ore di stop. A fine mese, il 30 e 31 gennaio, sono annunciati ulteriori scioperi che coinvolgeranno treni e aerei, con particolare riferimento al personale di Rete Ferroviaria Italiana e agli assistenti di volo.

Un gennaio dunque ad alta tensione, con un fitto calendario di proteste che rischia di incidere pesantemente sulla mobilità quotidiana. Per pendolari e viaggiatori, l’unico consiglio è quello di monitorare costantemente gli aggiornamenti e verificare in anticipo lo stato dei servizi.

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