In Italia, si sa, anche trovare l'ultima dimora può diventare un percorso a ostacoli. A Bosa, la vicenda dei centocinquanta nuovi loculi cimiteriali sembrava aver preso la piega malinconica delle opere incompiute, scheletri di cemento in attesa di destinazione. Ma oggi, finalmente, si volta pagina.
Sono stati appaltati in queste ore i lavori di completamento. Il cantiere riaprirà a breve, mettendo la parola fine a un iter che definire travagliato è un eufemismo. Una storia iniziata sulla carta quasi dieci anni fa, quando nel 2017 la Regione staccò un assegno da 250 mila euro, e che ha visto la prima pietra solo nel 2020.
Poi, come spesso accade, la realtà si è messa di traverso. Nel 2022 il cantiere si è fermato, vittima prima della pandemia e poi di quell’impennata dei prezzi delle materie prime che ha paralizzato mezza edilizia pubblica nazionale. Nel 2023, lo stop sembrava definitivo, con i loculi lasciati allo stato grezzo, monumenti involontari alla paralisi burocratica.
La svolta è arrivata solo nell'aprile del 2024. Per ripartire è stato necessario fare i conti della serva: ai 104 mila euro rimasti in cassa dal vecchio appalto, si sono dovuti aggiungere altri 80 mila euro di nuovi fondi regionali. Un’operazione di ingegneria finanziaria che ha permesso alla giunta del sindaco Alfonso Marras, su proposta del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Federico Ledda, di approvare il progetto esecutivo nel luglio scorso.
Oggi si chiude il cerchio amministrativo con l’assegnazione della gara. Le betoniere torneranno a girare per finire ciò che era stato iniziato. Perché se la burocrazia ha i suoi tempi biblici, le necessità della cittadinanza, purtroppo, non ammettono deroghe.