Trenta ore di lezione per imparare a scrivere la lingua secondo le regole ufficiali.
Aule piene dal 10 marzo. Un video virale con giovani e anziani ha fatto da traino alle iscrizioni.
Sassari – Il dialetto non si arrende all'invecchiamento. Esce dalle piazze, si toglie la polvere di dosso e torna sui banchi. E fa subito il tutto esaurito. Il corso avanzato di lingua e cultura sassarese, annunciato nei giorni scorsi, ha registrato un immediato sold out, esaurendo le sedie disponibili prima ancora del suono della campanella.
Le coordinate del progetto
L'iniziativa si chiama "Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari" (Il Sassarese: una storia speciale). Le lezioni partiranno martedì 10 marzo e si terranno ogni settimana, dalle 15.30 alle 17.30, tra i faldoni dell'Archivio Storico Comunale "Enrico Costa" in via Insinuazione. La macchina organizzativa è guidata dal Comune in stretta collaborazione con l'Istituto Camillo Bellieni, il centro studi che da anni si occupa di salvare le lingue dell'Isola, utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Regione per la tutela delle minoranze linguistiche.
Scrivere come si deve
Parlare una lingua è un conto, scriverla è un altro. Trasformare una tradizione orale in un testo scritto richiede regole precise per evitare il caos ortografico. Per questo motivo, le trenta ore di corso affidate al docente Mario Lucio Marras avranno un obiettivo tecnico e chirurgico: insegnare lo Standard ortografico. Si tratta del codice di regole ufficiali, approvato dalla Regione Sardegna, che stabilisce come si debbano scrivere correttamente le parole, gli accenti e le doppie del sassarese. Il programma prevede esercitazioni scritte, prove orali e laboratori pratici.
Il ponte tra le generazioni
Il successo fulmineo delle iscrizioni non è caduto dal cielo. A spingere i cittadini verso l'Archivio Storico è stata un'operazione di comunicazione mirata: un videoclip amatoriale diffuso in rete e nato all'interno di un laboratorio teatrale attivo dallo scorso dicembre.
L'immagine scelta per il video è la sintesi dell'intera operazione culturale: davanti alla telecamera recitano due giovani e un signore anziano. Una metafora visiva del passaggio di testimone. Se i nonni non passano le parole ai nipoti, la lingua muore. Questo lavoro di ricucitura generazionale troverà il suo compimento alla fine dell'anno, quando i corsisti porteranno in scena uno spettacolo teatrale.