Il 18 marzo la Pro Loco ritirerà il marchio di qualità alla Camera dei Deputati.
Nel fine settimana la 34esima edizione della festa. La presidente Capozzoli: "Un premio al lavoro di squadra di un'intera comunità".
Uri – Il carciofo fa le valigie e va in Parlamento. Non per una legge, ma per ritirare un diploma. Il 18 marzo i vertici della Pro Loco e del Comune di Uri varcheranno le porte di Montecitorio, la sede della Camera dei Deputati a Roma, per ricevere il Marchio di Qualità 2025. La loro Sagra del Carciofo è stata ufficialmente iscritta nell'albo delle eccellenze italiane.
Oltre la graticola
L'annuncio arriva alla vigilia della trentaquattresima edizione della festa, in programma proprio questo fine settimana nel centro del Coros. Il riconoscimento è stato assegnato dall'EPLI (Ente Pro Loco Italiane). Non è una medaglia al sapore dell'ortaggio, ma un certificato di tenuta sociale.
La commissione nazionale attribuisce il marchio di "Sagra d'Eccellenza" soppesando la costanza dell'evento nei decenni, il rispetto filologico delle tradizioni e la capacità di non ridurre la festa a un gigantesco ristorante all'aperto. A Uri, negli anni, la proposta gastronomica è stata agganciata a percorsi culturali, visite guidate e collaborazioni con le scuole, trasformando l'agricoltura in un motore turistico e identitario.
L'economia del DOP
Il protagonista assoluto della manifestazione resta il Carciofo Sardo Spinoso DOP. La sigla (Denominazione di Origine Protetta) è il marchio di garanzia europeo che certifica regole ferree: dalla coltivazione nel territorio storico fino al confezionamento, garantendo che il prodotto non sia un'imitazione estera. Attorno a questo ortaggio spinoso, la comunità urese ha costruito un'economia circolare che coinvolge decine di famiglie.
A tirare le somme di trent'anni di lavoro sul campo è Antonietta Capozzoli, presidente della Pro Loco di Uri:
«Questo risultato è il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge volontari, istituzioni, produttori e cittadini. La Sagra del Carciofo è cresciuta nel tempo mantenendo salde le proprie radici e investendo su un percorso che unisce tradizione e innovazione. Ricevere il Marchio di Qualità “Sagra d’Eccellenza” significa vedere riconosciuto l’impegno costante della nostra comunità e ci sprona a fare ancora meglio».
Il 18 marzo, a Roma, l'inchiostro sul diploma statale certificherà esattamente questo: la capacità di un paese di non disperdere la propria identità.