Il fascino discreto dello 0-0

  C’è qualcosa di profondamente poetico nel modo in cui il Cagliari sceglie di affrontare certe partite. Una poesia triste, certo, un po’ stropicciata, come un haiku scritto su un tovagliolo mentre fuori piove e il caffè è annacquato. A Como siamo andati con l’idea chiarissima che il gol, fosse un concetto sopravvalutato. Come se avessimo deciso di partecipare a una partita di calcio con la stessa convinzione con cui si partecipa a una conferenza di cui non ci importa nulla: presenti, sì, ma col freno a mano tirato e un occhio all’orologio, sperando finisca presto. Lo 0-0 non è di per sé un crimine. Lo diventa quando ci vai a cercare con la determinazione di chi teme che un tiro in porta possa scatenare conseguenze irreparabili. Sembrava quasi che la linea di metà campo fosse un confine diplomatico da non valicare per nessun motivo, tipo la zona demilitarizzata tra due Stati in guerra: oltre c’era il pericolo, l’ignoto, l’azzardo, l’impensabile concetto di verticalizzazione. E intanto il Como, che non è esattamente una corazzata, faceva ciò che deve fare una squadra normale: attaccare, occupare gli spazi, recuperare palla, tentare qualcosa. Noi, invece, avanzavamo con la stessa prudenza di chi attraversa un salotto pieno di cristalli senza voler fare rumore. La cosa curiosa è che il settore più fragile, il centrocampo, non solo non ha trovato soluzioni, ma ha contribuito attivamente al caos. Il pallone viaggiava tra i nostri piedi come un oggetto smarrito, un intruso, una bomba a orologeria: stop sbagliati, appoggi corti, palloni regalati come se fossimo in un programma di beneficenza. Una squadra che soffre così tanto nel gestire il possesso è una squadra che, automaticamente, si condanna a restare dietro. Ed è esattamente ciò che è successo: ci siamo abbassati, poi un po’ di più, poi ancora un po’, finché l’area di rigore non è diventata la nostra residenza ufficiale.

  E nel frattempo là davanti restiamo leggeri, quasi impalpabili. Esposito lasciato a vagare come un reduce di una guerra che non ha combattuto, Borrelli infilato a partita già strangolata dall’inerzia, e il povero Kenan Kiliçsoy – che sarebbe anche un profilo interessante da mandare dentro quando ti serve un pizzico di profondità, o almeno la sensazione che tu voglia provarci – completamente ignorato, come se non fosse nemmeno nel foglio partita. Non dico che avrebbe spaccato il mondo, ma almeno avremmo potuto vedere cosa succede quando provi a fare una scelta diversa dal solito “raddoppia, copri, aspetta, soffri”. Il paradosso, poi, è che il risultato positivo lo dobbiamo ancora una volta a Caprile, che para tutto come se fosse in una di quelle giornate in cui la porta gli sembra larga dieci metri. Ma l’ennesima prestazione monumentale del portiere è l’esatto specchio della nostra involuzione: senza di lui, questa partita finiva male; con lui, siamo riusciti a mantenere in vita non la speranza, ma l’illusione che questo tipo di calcio possa portarci da qualche parte. Non è così. Non funziona così. Non può funzionare così. Ci sono modi dignitosi di pareggiare e modi rassegnati. Oggi abbiamo scelto la seconda strada, quella in cui non rischi nulla perché, in fondo, non stai costruendo nulla. È un pareggio che non insegna, non migliora, non aggiunge niente. È un punto che pesa poco non perché sia un punto, ma perché è nato da un atteggiamento che non porta crescita, identità o sicurezza. Restiamo lì, in mezzo, nella terra dei nessuno: abbastanza attenti per non perdere, troppo timidi per provare a vincere. E allora la domanda non è perché non abbiamo segnato. La domanda è: vogliamo davvero provare a farlo? Perché dalle scelte, dall’atteggiamento e dalle non-scelte, oggi, la risposta sembrava un gigantesco “no”. Se non cambia quella risposta, non cambierà nemmeno il futuro.

Sport

EXTRA-TIME MR SIMON — Gaetano firma il colpo: alla Domus passa il Cagliari
Pisacane può davvero sorridere. La notte della Unipol Domus, tirata come un violino al minuto novantesimo, consegna al Cagliari tre punti che odorano di fatica e mestiere. La Roma di Gasperini cade per un lampo di Gaetano, genio intermittente ma capace di accendere la partita come si stappa un fiammifero nel vento...

Un bel Cagliari annichilisce una Roma anonima
  Torna alla vittoria il Cagliari. Mancava da 19 settembre ed era un fardello che cominciava a pesare. La Roma (in 10 praticamente per tutta la ripresa dopo l’espulsione di Çelik per fallo da ultimo uomo al 6’) non si è praticamente mai resa pericolosa ed è stata sovrastata sul piano dell’aggressività e della voglia di vincere da una formazion...

La fame, la rabbia e quel Cagliari che fa sul serio
  Sembrerebbe esserci Cagliari che non si accontenta più di “giocarsela”. Non è la versione rassegnata, né quella che spera in un rimbalzo fortunato e una carezza del destino. No. Questa è la squadra che entra in campo con la stessa fame di chi ha prenotato al ristorante e ha scoperto che il cuoco sta per andare in pausa. La Roma arriva ...

L’Amatori rialza la testa: 55-21 allo Stade Valdotain e metà classifica agganciata
La squadra di Marco Anversa si rimette in cammino dopo la sconfitta esterna contro la prima della classe, il Rugby Parma. Contro lo Stade Valdotain arriva una vittoria larga, costruita con metodo e una certa dose di pragmatismo: quel pragmatismo che serve quando il calendario ti mette davanti avversari che, proprio perché in fondo alla classific...

Dinamo di ferro: Sassari doma Trieste e ritrova la rotta della Regular Season
  Dopo la debacle subita due settimane fa, in terra campana, contro la Napoli Basket, la Dinamo Sassari incamera, poche ore fa, al PalaSerradimigni, la terza vittoria di questa Regular Season 2025-25. Un match, avvenuto nell’impianto sportivo isolano, in cui la compagine presieduta dal dott. Stefano Sardara ha giocato con grande grinta e deter...

L'editoriale del Direttore del 5 dicembre 2025
  Manca la vittoria dal 19 settembre. Allora con Belotti in campo che realizzò una doppietta. Da quel giorno il Cagliari non è più riuscito a centrare l’intera posta. Alti e bassi nelle prestazioni. La formazione di Fabio Pisacane, in realtà, non ha ancora un’identità ben definita. Nonostante siano trascorsi tredici turni di campionato non c’è...

Webproject Sottorete, debutto amaro: l’Ermes Volley passa al tie-break
La prima uscita della stagione in prima divisione porta con sé il gusto sgradevole delle occasioni mancate. Alle scuole medie “Maria Carta” domenica 30 novembre, davanti al pubblico di Alghero, la Webproject Sottorete cede 2-3 all’Ermes Volley al termine di una gara dove il carattere è rimasto in panchina più del ...