Caso Sarroch, Abodi rompe il silenzio: «Basta parole, la legge prevede l’arresto»

Il Ministro dello Sport interviene dopo l’aggressione alla direttrice di gara diciassettenne. Il fondo del Direttore Sergio Demuru: «Abbiamo leggi da Champions League ma un’applicazione da torneo amatoriale. Chi deve svegliarsi?»

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Le parole del Ministro Andrea Abodi su X non lasciano spazio a interpretazioni: la norma c'è, lo scudo legale per i fischietti esiste. Ma allora perché nelle periferie del calcio sardo si continua a colpire nell'impunità? Se l'arbitro è equiparato a un Pubblico Ufficiale, colpire una ragazza di 17 anni a Sarroch non è più "nervosismo da campo": è un reato grave contro lo Stato.

Il "pepe" della vicenda è tutto qui: abbiamo le leggi da Champions League, ma un'applicazione da torneo amatoriale. La Lega Dilettanti ha fatto la sua parte, il Governo anche. E allora, bisogna svegliare chi attualmente dorme e deve mettere le manette a chi usa le mani invece del cervello?

La Sardegna non è un Far West La Sardegna non può essere il Far West del calcio giovanile. Se vogliamo che il messaggio di Abodi non resti un post nel vuoto digitale, serve che le Forze dell'Ordine e la Magistratura trattino quel dirigente di Sarroch non come un "tesserato esagitato", ma come chi aggredisce un poliziotto o un magistrato. Solo così la divisa di quella diciassettenne tornerà a essere sacra.

Altrimenti, smettiamola di parlare di "valori dello sport" e ammettiamo che il fango, stavolta, sta coprendo anche la dignità di chi dovrebbe far rispettare la legge. Cosa dice la legge L’Articolo 583 quater del Codice Penale, citato dal Ministro, è lo strumento che aggrava le pene per chi aggredisce i direttori di gara. Equiparare l’arbitro a un Pubblico Ufficiale significa che, durante la partita, il fischietto non è un semplice sportivo, ma un rappresentante dello Stato (come un carabiniere in servizio). Di conseguenza, la violenza contro di lui fa scattare procedimenti penali d'ufficio e prevede l'arresto, indipendentemente dalla squalifica sportiva.

Il Verbo del Ministro Riportiamo integralmente la presa di posizione di Andrea Abodi, che sposta la questione dal campo della giustizia sportiva a quello della legalità nazionale:

«Nonostante la nostra modifica dell'articolo 583 quater del Codice penale che adesso assicura una maggior tutela nei confronti degli arbitri e i direttori di gara, continuano le aggressioni nei loro confronti e non succede quasi niente. È passato il tempo delle parole e dello sdegno per queste aggressioni, per questa violenza. Il Governo ha approvato una norma che equipara l'arbitro a pubblico ufficiale e prevede l'arresto per fatti come quello in questione, la Lega Dilettanti e la giustizia sportiva hanno fatto la loro parte. Chi deve far rispettare la norma dello Stato? La risposta è semplice. Vogliamo farla rispettare? Direi proprio di si».

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