Cagliari. La Lega di Salvini. E i posti di comando in Sardegna. È delle ultime ore la notizia che Domenico Bagalà, calabrese trapiantato a Cagliari, ha ricevuto l'investitura ufficiale di Presidente dell'Autorità Portuale della Sardegna. Bagalà, considerato appunto salviniano, ha tolto le ultime speranze a Christian Solinas che puntava su quell'incarico. Visto che dopo il quinquennio da Governatore si trova ora disoccupato e con un processo sulle spalle per corruzione. Su Bagalà si è accesa un'ombra di perplessità dopo che il quotidiano Domani lo ha definito, in un servizio, "amico dei clan". In particolare quello dei Piromalli di Gioia Tauro, nel cui porto Bagalà ha lavorato. Eppure la stampa dell'isola ha, come consuetudine, ignorato una accusa così pesante. Che deve peraltro essere provata. Ma Salvini, nonostante abbia ormai preso le distanze dai Sardisti, dopo il clamoroso patto vincente che nel febbraio 2019 portò Solinas alla guida della Regione Sardegna, ha un altro piano molto interessante: piazzare Carlo Doria, medico, docente universitario, sulla poltrona di Rettore dell'ateneo di Sassari. Doria è stato per due anni senatore del Carroccio e successivamente, per un anno e mezzo, assessore regionale alla Sanità. Le elezioni accademiche saranno tra circa un anno. La corsa alle candidature è appena cominciata. Ma a Sassari il Magnifico Rettore, Gavino Mariotti, inquisito per Associazione di stampo mafioso nell'operazione Monte Nuovo, non ne vuol sentire di lasciare il posto. Tant'è che nei corridoi dell'ateneo circola voce che stia brigando per ottenere una proroga del suo mandato. Molto improbabile alla luce delle traversie penali sul suo cammino. Doria, attualmente Pro Rettore, sarebbe una candidatura politicamente "forte". Il sistema salviniano ha perso paurosamente voti, consensi e rappresentanti politici,ma in fatto di poltrone non placa le sue ambizioni. Mario Guerrini.