L'osservatorio di Guerrini: I nuovi veleni tra politica e magistratura in Sardegna

I nuovi veleni. Tra politica e magistratura. In Sardegna. Con al centro il risultato elettorale che poco più di un anno fa ha portato clamorosamente al successo il Campo Largo guidato dalla Pentastellata Alessandra Todde. Prima donna alla Presidenza della Regione Sardegna. Una affermazione inaspettata, sul filo di lana, che ha creato rabbia e sconcerto tra gli oppositori. A cominciare da Renato Soru. Che aveva spaccato il fronte di csx con l'intento chiaro e smaccato di far perdere la pentastellata. Polemiche a non finire e sconfitta mai digerita, ovviamente, da tutto il cdx, che puntava su Truzzu. Sino a quando il Collegio di garanzia elettorale presieduto da Gemma Cucca non ha espresso con votazione di 4 a 3 la richiesta di decadenza di Alessandra Todde per presunte irregolarità nei rendiconti elettorali. A quel punto si è scatenata una accesa battaglia giuridica. Tra il cdx che sostiene la decadenza con l'insperato ritorno alle urne regionali e il Campo Largo che difende il potere ottenuto attraverso la volontà popolare. Sulla decisione del decreto di decadenza - secondo i difensori della Todde - le polemiche si sono accese perché la Cucca è sorella dell'ex senatore oggi candidato sindaco di Nuoro per il cdx. E che fu proposto da Christian Solinas alla carica di Segretario Generale della Regione Sardegna. Su questo profilo fu segnalato alla stessa stregua il voto favorevole alla decadenza della Todde del componente del Collegio di garanzia elettorale, il commercialista Conti, padre di un altro oppositore politico della Governatrice in quanto candidato alle regionali del 25 febbraio 2024 con Forza Italia. Secondo i difensori della Todde, la Cucca (appena andata in pensione) e Conti avrebbero dovuto astenersi dalla votazione e la possibile richiesta di decadenza sarebbe così tramontata. Nel frattempo a sostituire la Cucca nella Presidenza del Collegio di garanzia elettorale è subentrato Massimo Poddighe, facente funzioni di Presidente di Corte d'Appello. Poddighe, tra i primi atti, ha revocato al componente del Collegio Riccardo Fercia (avvocato e docente universitario) il mandato di difendere il Collegio in Tribunale e davanti alla Corte Costituzionale. Fercia, che aveva votato per la decadenza della Todde, si è opposto. Ma il Collegio di garanzia rimane di fatto senza difesa. Le polemiche esplodono di nuovo. Perché Poddighe è il marito di Marcella Marchioni, una veterana dirigente della Regione. E proprio la Marchioni è stata nominata dalla Todde il 10 marzo Segretario Generale ad interim della Regione. Il caso è stato portato all'attenzione del Ministro della Giustizia, Nordio, da alcuni deputati di cdx. Che parlano di incompatibilità del magistrato Poddighe, nella sua qualità di presidente del Collegio di Garanzia elettorale. La tensione tra politica e magistratura è così salita alle stelle. Mario Guerrini.

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