A volte la musica finisce perché la burocrazia ci mette il sigillo. È successo ad Alghero, in via Primo Maggio, dove la discoteca Touch si è vista recapitare un provvedimento che ha il sapore amaro della serrata definitiva, almeno per ora. Con la determinazione dirigenziale n. 24 del 9 gennaio, il Comune ha revocato l’agibilità del locale e interdetto qualsiasi attività di pubblico spettacolo.
La vicenda è l'ennesimo capitolo del complicato rapporto tra divertimento e carte bollate. La storia inizia il 12 settembre 2024, quando al locale viene concessa un'agibilità valida per 24 mesi, trattandosi di allestimenti temporanei. Tutto bene, sulla carta. Ma in Italia le carte vanno verificate.
Il 18 settembre 2025, la Commissione comunale di vigilanza fa un sopralluogo e storce il naso. Il parere è favorevole, sì, ma "condizionato": ci sono prescrizioni da rispettare subito. Si parla di cose serie: verifica dell’impianto antincendio, luci di emergenza, stabilità delle strutture e sicurezza dei percorsi di fuga. La Commissione si riserva di dare l'ok definitivo solo dopo aver visto le carte che attestano la messa in regola.
Qui inizia il balletto amministrativo. Il Comune avvia la revoca, poi il 23 dicembre fa marcia indietro in "autotutela" perché si accorge di non aver valutato alcune osservazioni della società. Un gesto di garanzia, un'ultima chance: vengono concessi 10 giorni extra per presentare i documenti mancanti.
La società We Are Touch S.r.l. risponde, sostiene di essersi adeguata e allega delle fotografie. Ma agli uffici tecnici di Porta Terra le foto non bastano. Servono le certificazioni tecniche, le dichiarazioni di conformità firmate dai professionisti. Quelle carte, entro il termine scaduto, non sono arrivate.
La constatazione del dirigente Paolo Greco è logica e inappellabile: «La sola documentazione fotografica prodotta in precedenza non è idonea a comprovare la sicurezza degli impianti». Risultato: agibilità revocata e divieto di aprire al pubblico. Per riaccendere le luci stroboscopiche, ora, bisognerà ricominciare da capo e ottenere un nuovo certificato, previo accertamento rigoroso. La sicurezza, piaccia o no, non si autocertifica con un click.