I Carabinieri fermano un ragazzo in via Padre Zirano tradito dal suo stesso nervosismo. Sequestrati 135 grammi di droga e una lama da 12 centimetri. Scattano i domiciliari.
L'attesa di un autobus si è trasformata nell'anticamera del tribunale. Lunedì pomeriggio, i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Sassari hanno ammanettato un giovane sorpreso con stupefacenti e un'arma bianca nascosti addosso in pieno giorno, in uno dei principali snodi logistici della città.
L'ispezione tra i pendolari
Tutto nasce da un normale controllo del territorio. Le pattuglie sorvegliavano l'autostazione di via Padre Zirano, un crocevia quotidiano e affollato. Alla vista delle divise, il giovane ha però cambiato bruscamente atteggiamento, palesando un'agitazione ingiustificata. Un nervosismo evidente che ha spinto i militari a fermarlo e a procedere con un accertamento più approfondito.
Il contenuto del marsupio
La perquisizione personale ha dato esito immediato. All'interno del marsupio che il ragazzo portava con sé, i Carabinieri hanno scovato 135 grammi di marijuana, già smistata in due involucri di plastica. Accanto allo stupefacente, l'ispezione ha fatto saltare fuori anche un pugnale dalla lunghezza complessiva di 22,5 centimetri (di cui ben 12 centimetri di sola lama). L'arma e la droga sono finite direttamente sotto sequestro.
Le accuse e i domiciliari
Il giovane è stato fermato sul posto e dichiarato in arresto. Le accuse formalizzate dal verbale, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Sassari, sono due: detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Che iter segue ora la giustizia? L'arresto è avvenuto in "flagranza di reato", ovvero i Carabinieri lo hanno bloccato nel momento esatto in cui stava commettendo l'illecito. Il magistrato ha disposto per lui gli arresti domiciliari: significa che attenderà a casa, senza potersi muovere, la cosiddetta "udienza di convalida". In quell'udienza, un giudice terzo ascolterà le parti e valuterà se l'operato delle forze dell'ordine è stato corretto, decidendo se confermare o meno le misure restrittive. Naturalmente, come impone il nostro Stato di diritto, la colpevolezza del giovane sarà accertata in via definitiva solo in caso di futura sentenza irrevocabile di condanna.