CAGLIARI - Disegnare il volto di un paese o di una città, stabilendo con chiarezza dove si può costruire, quali campagne vanno protette e come si devono restaurare le vecchie case in pietra dei rioni storici, è un mestiere complesso e costoso che spesso mette in ginocchio le casse e gli uffici tecnici dei municipi. Per dare una mano alle amministrazioni locali a rimettere ordine sulle proprie mappe, la Regione ha sbloccato un pacchetto da oltre 5,5 milioni di euro: l'Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica ha infatti approvato lo scorrimento delle graduatorie per assegnare i contributi ai Comuni rimasti in attesa, aiutandoli a redigere o ad adeguare i propri strumenti urbanistici alle regole del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr), la cornice normativa che tutela le coste e il territorio dell'isola.
«In Sardegna la tutela del paesaggio non può essere separata dalla capacità dei territori di pianificare il proprio futuro. Con queste risorse sosteniamo concretamente i Comuni, perché possano dotarsi degli strumenti necessari a conoscere il proprio territorio, governarne le trasformazioni, valorizzare il patrimonio esistente e orientare le opportunità di sviluppo. La pianificazione è una responsabilità pubblica condivisa e una condizione per lo sviluppo dei territori», dichiara l'assessore Francesco Spanedda.
Nello specifico, la dote complessiva ammonta a 5.536.035 euro – frutto dei 5 milioni già messi da parte a settembre con la variazione di bilancio, l'assestamento dei conti regionali in corso d'anno, a cui si sono sommati ulteriori fondi disponibili – ed è divisa su tre binari precisi. La fetta più consistente, circa 3,9 milioni di euro, andrà a finanziare i Piani urbanistici comunali (i cosiddetti Puc, che hanno preso il posto dei vecchi piani regolatori generali per disciplinare l'intero territorio di un municipio). Altri 1,62 milioni serviranno invece per i Piani particolareggiati dei centri di antica e prima formazione, ovvero i regolamenti di dettaglio che guidano il recupero edilizio nei nuclei storici dei paesi senza snaturarne l'identità, mentre i restanti 13.500 euro sono destinati ai Piani per gli insediamenti produttivi (Pip), le aree riservate a capannoni, artigiani e piccole industrie.
«Questo intervento – aggiunge Spanedda – dà seguito all'impegno della Regione a favore dei Comuni che intendono dotarsi di piani, mentre si avvia il percorso di aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale attraverso il confronto con amministrazioni, professionisti e comunità locali. Una corretta pianificazione tiene insieme tutela, qualità degli insediamenti e bisogni delle comunità. Per raggiungere questo obiettivo – conclude – è indispensabile rafforzare il ruolo dei Comuni e metterli nelle condizioni di esercitarlo».
Perché il denaro arrivi materialmente nelle casse comunali manca ora soltanto l'ultimo passaggio formale: la firma dei protocolli d'intesa tra la Regione e i sindaci dei municipi beneficiari, a cui seguiranno gli atti definitivi di impegno della spesa da parte degli uffici dell'assessorato.