La coperta corta e il mal di goll: il Cagliari cammina sul filo del rasoio.

  C'è un rumore sordo che accompagna i "post-partita" in casa Cagliari ed è il suono metallico di un attacco che ha improvvisamente smesso di fare gol. La sconfitta casalinga per 2-0 rimediata contro il Bologna non ha fatto soltanto male alla classifica, bloccata a quota 13 punti, ma riapre in modo prepotente il "dossier" sulla sterilità offensiva dei rossoblù. Ed in casa della Roma, pur realizzando due reti, che non sono bastate ad evitare la sconfitta, il problema si è amplificato, considerato che su azione manovrata è sempre Maldini (quinto gol in stagione) che toglie le castagne dal fuoco su azione manovrata. Quando siamo a un quarto del cammino in campionato, i numeri impongono una riflessione profonda e severa: appena otto reti messe a referto in nove giornate sono un bottino da zona retrocessione, un campanello d'allarme che spiega chiaramente perché la squadra di Fabio Pisacane si trovi a camminare sul filo del rasoio.

  Per capire la portata del problema bisogna allargare lo sguardo alle ultime tre settimane, un vero e proprio incubo per il reparto avanzato. Prima la rovinosa caduta per 4-0 sul campo del Monza, dove la squadra era apparsa fragile, disunita e incapace di pungere; poi lo stop casalingo contro i felsinei, un 2-0 che certifica una pericolosa involuzione ed infine la sconfitta dell'Olimpico. Contro il Bologna, all' "Unipol Domus", il copione si era tristemente ripetuto: un possesso palla sterile (58% a fine gara), una manovra che si incaglia sistematicamente sulla trequarti avversaria e un numero di conclusioni nello specchio della porta praticamente nullo (appena un tiro in porta, e neppure tanto impegnativo per l'estremo difensore avversario, in novanta minuti). Quando crei così poco, è inevitabile che alla lunga gli equilibri si spezzino. E così, l'incornata vincente di Casale e il rigore trasformato da Bernardeschi hanno pesato come macigni su una squadra che, una volta finita sotto, ha dimostrato di non avere la forza mentale né le alternative tecniche per ribaltare l'inerzia del "match". Se analizziamo i dati freddi, emerge un quadro impietoso. Otto gol in nove partite significano una media inferiore a una marcatura a incontro. Un'anomalia preoccupante per una rosa che, pur non puntando ai vertici della Serie A, vanta elementi di qualità e prospettiva nel proprio arsenale offensivo. Il peso dell'attacco è stato fin qui distribuito male, gravando sulle spalle di interpreti che faticano a trovare continuità o che si trovano a recitare un ruolo di "solisti" isolati dal resto della manovra. Le punte centrali faticano a fare reparto da sole, i trequartisti non riescono a innescare il guizzo vincente e la manovra offensiva appare prevedibile, lenta, facilmente leggibile dalle difese avversarie. La coperta è corta: quando si alza il baricentro per cercare la via della rete, la squadra si allunga e concede praterie letali agli avversari, come ampiamente dimostrato dalle ripartenze subite sia a Monza che contro il Bologna.

  Ora la palla passa inevitabilmente a Fabio Pisacane e al suo "staff" tecnico. Il tempo delle attenuanti è terminato. L'allenatore ha provato a mescolare le carte, a cambiare interpreti, a inserire forze fresche dalla panchina (da Kevin Carlos a Fadera, passando per le soluzioni con Daniel Maldini e le incursioni esterne), ma la musica non è cambiata. Il problema non sembra risiedere soltanto nei singoli, quanto piuttosto in un meccanismo di squadra che non produce sbocchi puliti. Bisogna ritrovare coraggio, verticalità e soprattutto quella ferocia sottoporta che in Serie A fa tutta la differenza tra la salvezza tranquilla e una stagione di sofferenza. La stagione è ancora lunghissima e la classifica, nonostante tutto, resta corta e apertissima. Ma per evitare che l'ansia da prestazione prenda il sopravvento nello spogliatoio, il Cagliari ha urgente bisogno di ritrovare la via della rete. Senza gol non si cantano messe, e senza un'inversione di tendenza immediata nel settore avanzato, la risalita diventerà un Everest impervio da scalare. I tifosi dell' "Unipol Domus", che alla fine del confronto con il Bologna hanno salutato la squadra con i fischi, chiedono risposte concrete già a partire dai prossimi impegni.

Sport

Un talento blindato per il futuro: Paul Mendy e il Cagliari insieme fino al 2032
  Il futuro del Cagliari ha un nome, un volto: Paul Mendy ha rinnovato il suo contratto con il club sardo fino al 30 giugno 2032. Una mossa strategica e di grande prospettiva da parte della società, che sceglie di legare a sé a lunghissimo termine uno dei profili più brillanti e futuribili dell'intera Serie A. Un attestato di stima immenso e l...

Un Cagliari determinato mette in crisi la Roma. Non basta un rigore di Nzola e la quinta rete di Maldini in stagione per uscire indenni dall'Olimpico
  Una notte da brividi, un'altalena di emozioni e, alla fine, un boato liberatorio che scuote i quasi sessanduemila spettatori dell'Olimpico. La Roma piega un irriducibile Cagliari per 4-2 al termine di novanta minuti intensi, vibranti e ricchi di colpi di scena. I tre punti, pesantissimi, permettono agli uomini di Gian Piero Gasperini di impo...

Alghero Academy, doppia vittoria in trasferta: bene DR1 e DR2
L’Alghero Academy si ripete anche fuori casa: nella terza giornata del campionato di DR1 conquista una bella vittoria sul campo del San Sperate e aggiunge due punti alla classifica. Successo in trasferta anche per la DR2, impegnata ad Arzachena.DR1