La decisione riconosce il legame storico con la Beata Vergine “Noli Me Tollere”. Il percorso si concluderà il 21 novembre al Santuario dei Cappuccini.
Il Consiglio comunale di Sorso ha approvato all’unanimità la proclamazione della città a Civitas Mariae, espressione latina che richiama il legame della comunità con la Beata Vergine “Noli Me Tollere”. La cerimonia solenne è in programma il 21 novembre al Santuario dei Cappuccini.
La devozione, tramandata da secoli, è legata al racconto di un’apparizione mariana che sarebbe avvenuta il 26 maggio 1208 sulla spiaggia di Rena Bianca. Secondo la tradizione, la Vergine apparve a un uomo muto, che riacquistò la parola. La deliberazione comunale riconosce il rilievo che questa storia e il Santuario hanno avuto nella memoria religiosa e civile di Sorso.
Alla seduta hanno partecipato padre Gianluca Longobardi, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Sardegna e Corsica, il parroco don Luca Collu e padre Danilo Pischedda, guardiano del convento. L’assessore Federico Basciu ha illustrato la proposta:
«Questo atto non si limita a fotografare il presente, ma affonda le proprie radici nella memoria collettiva della nostra comunità. Da piccolo borgo medievale, esposto nei secoli alle incursioni dei corsari, Sorso ha costruito una parte fondamentale della propria storia attorno al Santuario e alla devozione mariana, trovando nella fede un elemento di coesione, appartenenza e continuità attraverso le generazioni».
Il sindaco Fabrizio Demelas ha spiegato il significato attribuito al titolo, distinguendo tra la città come spazio fisico e la comunità delle persone che la abitano:
«Il termine latino civitas non identifica semplicemente la città nella sua dimensione fisica e materiale, per la quale i Romani utilizzavano il termine urbs, ma richiama soprattutto la comunità delle persone che la abitano, il popolo che condivide una storia, un'identità e un destino comune. Per questa ragione, Civitas Mariae può essere tradotto non soltanto come “Città di Maria”, ma, in un'accezione ancora più profonda, come ‘Comunità di Maria’ o ‘Popolo di Maria’.
Ed è proprio in questa dimensione collettiva che risiede il significato più importante della deliberazione che oggi abbiamo approvato. Non si tratta di attribuire alla nostra Città un semplice titolo onorifico, né di aggiungere un elemento simbolico alla sua storia. Si tratta, piuttosto, di riconoscere un patrimonio di valori che appartiene alla nostra comunità e di assumere, tutti insieme, la responsabilità di custodirlo e tramandarlo.
I valori di solidarietà, accoglienza, attenzione verso i più fragili, rispetto reciproco e coesione sociale, che trovano nella figura di Maria un riferimento spirituale, devono continuare a rappresentare un patrimonio condiviso, capace di unire la nostra comunità anche al di là delle differenti sensibilità e convinzioni personali.
È questo il significato civile e istituzionale che attribuiamo al percorso intrapreso: fare in modo che un riconoscimento profondamente radicato nella nostra tradizione religiosa possa tradursi anche in un rinnovato impegno quotidiano verso il bene comune».
Nel dibattito è stata indicata anche la possibilità di valorizzare il patrimonio storico e religioso con itinerari tra il centro abitato e Marina di Sorso, collegata dalla tradizione al racconto dell’apparizione. Il parroco Collu e i padri Cappuccini hanno richiamato il ruolo del Santuario e la continuità della devozione nella vita della comunità. Il presidente del Consiglio comunale Francesco Sechi ha auspicato che il riconoscimento sia occasione di coesione.
Il 21 novembre, al Santuario dei Cappuccini, il sindaco sottoscriverà l’atto di affidamento della città alla Beata Vergine “Noli Me Tollere”. Per l’occasione sarà scoperta anche una targa commemorativa.