Forestas, previste 796 assunzioni: nella ripartizione peseranno anche spopolamento e pensionamenti

Per distribuire i nuovi operai di Forestas si partirà dagli ettari di bosco da seguire, ma si guarderà anche ai paesi. Alle loro difficoltà economiche, agli abitanti che diminuiscono, ai lavoratori prossimi alla pensione. È il criterio delineato nella riunione del Comitato forestale dedicata alla ripartizione delle 796 assunzioni previste per il 2026 nell’agenzia regionale che si occupa del patrimonio forestale della Sardegna.

A illustrarlo, in una nota del 25 settembre, sono Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle autonomie locali (Cal), e i sindaci che fanno parte del Comitato: Carlo Lai di Jerzu, Renato Melis di Esterzili, Francesco Ledda di Alà dei Sardi e Romeo Ghilleri di Nuxis. Il punto è stabilire come distribuire il personale fra i territori, tenendo insieme le necessità del lavoro nei boschi e quelle delle comunità che ospitano i cantieri.

“Le 796 assunzioni previste per il 2026 rappresentano un'importante opportunità per rafforzare la presenza operativa di Forestas e garantire continuità alle attività di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio forestale della Sardegna. Il piano coniuga le esigenze di rafforzamento degli organici con l'attenzione alle caratteristiche e alle necessità delle comunità locali”.

Il peso maggiore resterà al rapporto tra superficie forestale e numero degli operai: in sostanza, quanti ettari ci sono da gestire rispetto al personale disponibile. A questo criterio il comunicato attribuisce un’incidenza dell’85%, indicando una quota di 673 assunzioni. Nella distribuzione entreranno però anche le condizioni demografiche e socioeconomiche dei Comuni e la prospettiva dei pensionamenti. È inoltre prevista almeno un’assunzione per ciascun Comune sede di un cantiere convenzionato, cioè attivato sulla base di un accordo, con attenzione anche ai centri che ospitano postazioni di avvistamento degli incendi e vivai.

“È fondamentale che la distribuzione del nuovo personale risponda innanzitutto alle effettive esigenze dei cantieri, senza trascurare le condizioni delle comunità che li ospitano – hanno aggiunto – Lo spopolamento, le difficoltà economiche e la prospettiva dei pensionamenti sono elementi che non possono essere ignorati quando si programmano interventi destinati a incidere sull'organizzazione del lavoro e sulla presenza dei servizi nei territori. La previsione di almeno un'assunzione per ciascun Comune sede di cantiere convenzionato e il riconoscimento delle esigenze dei centri che ospitano vedette antincendio e vivai costituiscono ulteriori elementi di attenzione verso una distribuzione territorialmente equilibrata delle nuove risorse umane”.

Locci ha posto anche il tema degli accordi che regolano la presenza dei cantieri nei territori: “Il Cal si farà anche promotore di un aumento delle convenzioni che non sono più sufficienti e non rispecchiano le attuali esigenze”.

Dai criteri si dovrà ora passare alle procedure. La strada indicata è utilizzare le graduatorie disponibili e, dove occorra, avviare nuove selezioni attraverso l’Aspal, l’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro. Il prossimo passaggio annunciato è il confronto con sindacati e sindaci; la nota non indica ancora le date delle assunzioni né il dettaglio dei posti assegnati a ciascun Comune.

“Ora bisogna procedere rapidamente, valorizzando le graduatorie già disponibili e attivando, dove necessario, nuove procedure attraverso Aspal. Il confronto con le organizzazioni sindacali e coi sindaci rappresenterà il prossimo passaggio di un percorso che intendiamo portare avanti con trasparenza, responsabilità e attenzione alle esigenze dell'intero territorio regionale”, hanno concluso Presidente e sindaci del Comitato.

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