Porto Conte, nove firme per portare la riforma al voto dell’Assemblea

Pais, Tedde e altri sette componenti chiedono una seduta e un pronunciamento sulle modifiche alla gestione del Parco. Presentato un ordine del giorno per chiedere alla Regione lo stralcio delle disposizioni o la loro sospensione.

ALGHERO – Sul futuro di Porto Conte, nove componenti dell’Assemblea chiedono di arrivare al voto. Hanno presentato una richiesta di convocazione accompagnata da un ordine del giorno: vogliono che l’organo che rappresenta la città nel Parco si pronunci sulla proposta regionale di cambiarne il governo, indicando al presidente e al Consiglio direttivo la posizione da sostenere nelle sedi regionali.

La richiesta porta le firme di Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Raffaele Salvatore, Massimiliano Fadda, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini. Chiedono espressamente che il documento venga discusso e votato nella stessa seduta.

La ragione del confronto sta nell’assetto scelto alla nascita del Parco. La legge regionale del 1999 ne affidò la gestione al Comune di Alghero, attraverso un apposito ente, e individuò l’Assemblea nel Consiglio comunale in carica. Questo significa che al suo interno siedono sia la maggioranza sia l’opposizione. Alla stessa Assemblea la legge attribuisce decisioni sul piano, sui regolamenti e sui bilanci del Parco. La composizione dell’organo determina dunque chi può intervenire e votare su questi atti.

«Quello che si sta prospettando – dichiarano i firmatari – rappresenta, a nostro giudizio, un vero e proprio esproprio della sovranità della comunità algherese sul proprio Parco. Non siamo davanti a una semplice modifica tecnica o burocratica della governance. Si vuole modificare un modello che, sin dalla nascita del Parco, ha riconosciuto ad Alghero e ai suoi rappresentanti democraticamente eletti un ruolo centrale nella gestione di una delle parti più pregiate e identitarie del territorio cittadino».

La contestazione riguarda soprattutto il rapporto tra la rappresentanza del Comune e quella dei singoli consiglieri. Secondo i firmatari, conservare ad Alghero una maggioranza di voti nel nuovo organismo non garantirebbe la partecipazione delle diverse componenti del Consiglio comunale. «La Regione vuole cambiare profondamente questo assetto. Non è sufficiente lasciare formalmente ad Alghero una maggioranza numerica se contemporaneamente viene svuotato il principio della rappresentanza diretta del Consiglio comunale e una parte rilevante della governance viene trasferita ad altri soggetti istituzionali. Alghero non può diventare semplicemente uno dei soggetti chiamati a decidere sul proprio territorio».

Nell’ordine del giorno viene chiesto di impegnare presidente e direttivo a rappresentare la contrarietà dell’Assemblea alle modifiche che ridimensionino la centralità di Alghero. La richiesta principale è lo stralcio, cioè l’eliminazione di quelle disposizioni dalla proposta regionale. In alternativa, i nove chiedono di sospenderle fino a un confronto con il Comune e con l’Assemblea del Parco. Propongono inoltre un tavolo istituzionale tra Regione, Comune ed ente gestore.

Il pronunciamento richiesto servirebbe quindi a portare in Regione una posizione formalmente votata. Al momento, quella descritta nel documento è la posizione dei sottoscrittori: sarà la seduta, se convocata, a stabilire se e con quali consensi diventerà quella dell’Assemblea.

I nove attribuiscono al voto anche un significato politico cittadino: «È il momento della chiarezza: chi condivide questa operazione venga allo scoperto e se ne assuma pubblicamente la responsabilità davanti agli algheresi».

«Non sappiamo se questa operazione regionale trovi o meno fiancheggiatori a livello locale. Proprio per questo chiediamo che l’Assemblea venga convocata e che l’ordine del giorno venga discusso e soprattutto votato. È giusto che, qualora vi sia qualcuno disposto a sostenere questa modifica, venga allo scoperto e spieghi pubblicamente le proprie ragioni. Gli algheresi hanno il diritto di sapere chi difende la centralità di Alghero e chi, invece, è disposto ad accettarne il ridimensionamento nella governance del Parco. Chi ritiene giusto consegnare una parte delle decisioni sul nostro territorio a logiche regionali lo dica apertamente e se ne assuma la responsabilità politica davanti alla città».

La nota non indica nomi di presunti sostenitori locali dell’operazione. Chiede che le eventuali adesioni alla riforma emergano nel confronto pubblico e nella votazione. «Non accetteremo che decisioni così importanti vengano assunte seguendo i diktat delle segreterie regionali dei partiti, sacrificando sull’altare degli equilibri politici regionali gli interessi della comunità che ciascun rappresentante istituzionale è chiamato a rappresentare.

Per questo il voto dell’Assemblea è fondamentale: consentirà di capire con chiarezza le diverse posizioni. Nessuno potrà nascondersi. O si difende la centralità di Alghero oppure si sostiene una riforma che la ridimensiona.Saranno poi gli algheresi a valutare le scelte compiute dai propri rappresentanti».

La richiesta di convocazione trova un riferimento nella legge istitutiva, che affida questo compito al presidente e lo prevede anche su domanda di un terzo dei componenti. Il passaggio domandato è dunque una seduta dell’organo del Parco, con un documento sul quale esprimersi.

I firmatari chiudono precisando la loro posizione sui rapporti con gli altri enti: «Non siamo contrari alla collaborazione con altri enti. Ma collaborazione non può significare sottrarre sovranità alla comunità algherese. Il futuro del Parco di Porto Conte non può essere deciso sopra la testa degli algheresi. Per questo chiediamo una cosa molto semplice: convocare l’Assemblea, discutere la riforma e mettere ai voti l’ordine del giorno. Ognuno ci metta la faccia e si assuma la propria responsabilità davanti alla città. Porto Conte rappresenta una delle parti più preziose del territorio di Alghero. Alghero non si svende e la sua comunità non si calpesta.»

Politica

Alghero, campo da rugby: Forza Italia contesta sicurezza e gestione
I consiglieri richiamano il sopralluogo del 22 settembre e chiedono chiarimenti su agibilità, tribune e foresteria. Gli atti comunali documentano un affidamento provvisorio all’Amatori Rugby dal dicembre 2025.La discussione sul campo da rugby di Maria Pia arriva alle tribune, agli impia...

Continuità aerea, il M5S chiede conto al Governo dei 10 milioni promessi
Perantoni, Sabrina ed Ettore Licheri e Cherchi sollecitano provvedimenti e tempi certi. La Regione ha previsto una propria quota contro il caro carburante.Dieci milioni dalla Regione, altri dieci che, secondo i parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle, il Governo aveva promesso e deve ...

Roma, continuità aerea in Sardegna: l'interrogazione di Lai sui fondi statali
Il deputato del Partito Democratico Silvio Lai ha presentato un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per chiedere l'erogazione di 10 milioni di euro statali destinati alla continuità territoriale aerea. L'esponente politico, vicepresidente della Commissione bicamerale sull’insularit...