Conoci gela l'amministrazione di Alghero sui tagli dei nastri: le opere inaugurate portano la firma della vecchia giunta di centrodestra

L'ex primo cittadino rivendica la paternità dei parchi cittadini e dei cantieri scolastici appena consegnati alla città. Dal ringraziamento al nuovo sindaco per l'invito istituzionale all'attacco agli assessori: mancano nuovi progetti, al palo la circonvallazione e la piscina.

La polemica politica ad Alghero si accende sui cantieri giunti a compimento. A rivendicare la paternità delle opere pubbliche recentemente consegnate alla cittadinanza è Mario Conoci, l'ex primo cittadino espressione del centrodestra che ha guidato il municipio dal 2019 al 2024. L'intervento dell'ex sindaco fa seguito alle recenti cerimonie che hanno interessato il tessuto urbano, in particolare l'apertura del parco del Caragol e la freschissima consegna della nuova area verde di via Tiziano, incastonata nel popoloso quartiere della Pietraia.

Conoci traccia una linea netta tra la fase di esecuzione materiale, oggi in capo ai suoi successori, e la complessa macchina preparatoria. L'ex amministratore ricorda come i progetti attualmente fruibili siano stati ideati, coperti finanziariamente e portati fino alla fase esecutiva — l'ultimo e definitivo stadio della progettazione prima dell'assegnazione degli appalti alle ditte costruttrici — durante il suo mandato. Un passaggio di consegne che, sottolinea Conoci, è stato implicitamente riconosciuto dall'attuale sindaco in carica, il quale ha inoltrato un invito formale al suo predecessore per presenziare all'inaugurazione in via Tiziano. Un gesto di garbo istituzionale che Conoci ha declinato per impegni pregressi, pur ringraziando pubblicamente e incassando la soddisfazione per la conclusione dei lavori avviati dalla sua squadra.

L'elenco delle opere ereditate, secondo il documento diffuso dall'ex sindaco, si estende ben oltre le aree verdi. Conoci inserisce nel bilancio della sua maggioranza l'avanzamento dei lavori per la palestra della scuola media in via XX Settembre e l'intervento di riqualificazione urbana nel quadrante compreso tra via XX Settembre e via Vittorio Emanuele. Quest'ultima zona, per anni abbandonata al degrado e utilizzata come deposito abusivo di materiali, è stata bonificata e convertita in un parcheggio ordinato dalla precedente amministrazione. Su questo fronte, il tono dell'ex sindaco si indurisce, puntando l'indice contro la comunicazione dell'attuale giunta. Conoci accusa alcuni assessori in carica di appropriarsi del lavoro altrui, spacciando i cantieri pregressi per una pianificazione originale, costruendo una narrazione che, a suo dire, "non corrisponde alla realtà dei fatti".

La rivendicazione si trasforma poi in un attacco politico sull'immobilismo del nuovo esecutivo. L'ex sindaco rileva come, a due anni dall'insediamento e con ingenti risorse a bilancio, l'amministrazione non abbia ancora impresso il proprio marchio sulla città. All'appello, fa notare Conoci, mancano infrastrutture strategiche ferme al palo o prive di un chiaro orizzonte realizzativo: dal completamento della circonvallazione stradale al centro residenziale per anziani "Simon Mossa", passando per il recupero della storica sede municipale di via Columbano, la riqualificazione dell'ex Cotonificio e il destino della piscina comunale.

L'intervento si chiude con una sfida aperta alla classe dirigente che governa attualmente la città sarda. L'ex sindaco intima ai suoi successori di abbandonare le dichiarazioni d'intenti per misurarsi con la fatica dell'amministrazione attiva, ricordando che governare non significa semplicemente chiudere le pratiche trovate sulla scrivania. "Continuare a presentare come novità opere concepite e finanziate da altri, senza affiancare nuove iniziative, rischia di trasformarsi in un limite politico e amministrativo evidente", sentenzia Conoci, liquidando gli annunci per reclamare l'apertura di nuovi cantieri misurabili e concreti.

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