I pipistrelli dettano il calendario: il Parco respinge le accuse e blinda la Grotta Verde fino a maggio

La biologia non è un alibi amministrativo, ma la regola suprema che governa le aree protette. È questa, in sintesi, la ferma posizione assunta dall'Ente Parco di Porto Conte in risposta all'offensiva politica sollevata ieri dai partiti di opposizione. Al centro dello scontro vi è la mancata riapertura della Grotta Verde durante le festività pasquali, un rinvio che il centrodestra aveva bollato come un fallimento della programmazione turistica mascherato da finte esigenze ecologiche. Attraverso una nota ufficiale diramata questa mattina mattina, 9 aprile, l'Ufficio Comunicazione del Parco ribalta la narrazione, definendo «paradossale ed insensato» il tentativo di far passare la tutela del territorio come una copertura per inefficienze burocratiche.

L'equilibrio della caverna: gas e fauna Per decodificare le dinamiche decisionali dell'Ente, la cui finalità istituzionale primaria è per legge la conservazione dell'ecosistema, occorre fare un passo indietro fino al 2025. La passata stagione ha rappresentato un test sperimentale: per la prima volta la grotta è stata aperta al pubblico, ma sotto la stretta sorveglianza degli uffici regionali. La Regione ha imposto severi limiti al cosiddetto carico antropico, un termine tecnico che indica la quantità massima di esseri umani che un ambiente naturale può sopportare simultaneamente senza subire danni irreversibili. Queste limitazioni numeriche e stagionali non sono un capriccio normativo, ma rispondono a due minacce fisiche precise. La prima è l'accumulo di CO2 (anidride carbonica), un gas che negli ambienti carsici ipogei e scarsamente ventilati tende a ristagnare, diventando tossico e potenzialmente letale per i visitatori. La seconda è il disturbo alla colonia di chirotteri, l'ordine scientifico dei mammiferi comunemente noti come pipistrelli (dal greco cheir, mano, e pteron, ala), che utilizzano le cavità buie per il delicato periodo del letargo invernale.

I dati scientifici e la programmazione disattesa dal clima L'accusa mossa ieri dalla minoranza si basava su un documento inoppugnabile: una lettera inviata a febbraio dallo stesso Parco alle scuole algheresi, in cui si calendarizzavano le visite a partire dal primo aprile. Il Parco non smentisce l'esistenza della missiva, ma ne capovolge il significato politico. Quel documento, si legge nella nota, non è la prova di una retromarcia caotica, ma l'evidenza di un'oculata programmazione d'ufficio, costruita sui dati rassicuranti emersi durante l'inverno.

I monitoraggi effettuati dopo la chiusura dell'ottobre 2025 avevano infatti dato esito largamente positivo. La relazione del geologo Giuseppe Anardu ha escluso criticità legate all'anidride carbonica, mentre il Centro Pipistrelli Sardegna — l'ente specializzato incaricato dei rilevamenti faunistici — ha certificato nero su bianco l'assenza di danni all'ecosistema. A supporto delle proprie ragioni, l'Ente Parco cita testualmente un passaggio cruciale del referto scientifico, nel quale si attesta che «…non si evidenziano effetti negativi sulla popolazione chirotterologica della Grotta Verde riconducibili all’utilizzazione turistica della stagione 2025».

Forte di questi dati, l'amministrazione di Casa Gioiosa aveva preparato la macchina logistica per aprire ad aprile, in concomitanza con la fine stimata del letargo. A far saltare i piani non è stata la burocrazia, ma il termometro. L'ultima verifica effettuata dal Centro Pipistrelli ha rilevato un imprevisto ritardo nel risveglio della colonia, prolungato in via eccezionale dalle rigide temperature che hanno caratterizzato questo inizio di primavera.

L'Ente conclude la sua disamina blindando la scelta di posticipare gli ingressi ai primi di maggio, isolando le pressioni commerciali: «Accusare un Parco naturale di usare la sostenibilità ambientale come scusa per coprire proprie inefficienze gestionali è quanto di più paradossale ed insensato che si possa sostenere. E’ allora il caso di precisare e ribadire le sole ragioni ambientali che hanno portato alla decisione di rimandare ai primi di Maggio l’apertura della Grotta verde, tenendo fermo e distinto questo ragionamento dagli aspetti gestionali che si vorrebbero fare passare come confusi e poco chiari e che, al contrario sono stati del tutto coerenti con le esigenze di tutela ambientale, primaria finalità istituzionale di un Parco».

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