Il nervosismo tradisce lo spacciatore tra le strade di Stintino: i carabinieri gli trovano in casa ecstasy, cocaina e flaconi di metadone

L'uomo è incappato in un controllo serale dell'Arma. Dopo l'arresto e la notte nelle camere di sicurezza, il giudice gli ha imposto il divieto di allontanarsi dal proprio comune.

Nel corso della passata settimana, durante un normale giro di perlustrazione serale tra le strade di Stintino finalizzato a prevenire i reati sul territorio, i carabinieri della stazione locale hanno intercettato un uomo il cui atteggiamento ha innescato un'indagine lampo. Alla vista delle divise, il soggetto ha infatti tradito un marcato stato di agitazione, un passo falso che ha spinto i militari, già a conoscenza dei suoi precedenti problemi con la giustizia, a procedere con un controllo approfondito per verificare l'eventuale trasporto di merce illecita.

L'ispezione personale eseguita sul posto è stata immediatamente estesa al domicilio dell'indagato. La perquisizione tra le mura domestiche ha confermato i sospetti degli uomini dell'Arma, portando alla luce un piccolo assortimento di stupefacenti. I militari hanno repertato e sottoposto a sequestro formale quarantaquattro pasticche di ecstasy, tre grammi e settantadue di cocaina e tre flaconi di metadone, un narcotico sintetico utilizzato abitualmente nelle terapie mediche di disintossicazione ma spesso dirottato sul mercato clandestino dello spaccio.

Di fronte alle sostanze sequestrate, i carabinieri hanno eseguito l'arresto in flagranza, bloccando l'uomo nell'atto stesso in cui si consumava il reato di detenzione ai fini di spaccio. Il fascicolo è passato agli uffici della Procura della Repubblica di Sassari, l'organo giudiziario preposto a coordinare e dirigere le inchieste, che ha disposto il trasferimento del fermato all'interno delle camere di sicurezza della caserma in attesa delle decisioni del tribunale. Al termine dell'udienza di convalida, il passaggio in aula in cui il magistrato valuta la legittimità dell'operazione di polizia, il giudice ha imposto all'imputato la misura cautelare dell'obbligo di dimora, un vincolo giuridico che gli vieta di allontanarsi dai confini del territorio stabilito. Il procedimento penale segue ora il proprio iter, in attesa del processo che dovrà accertare in via definitiva la colpevolezza dell'uomo, fino a quel momento tutelato dal principio giuridico della presunzione di innocenza.

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