Il Giro torna a casa e Alghero va in Tv. Di Nolfo: "Sport e turismo insieme per promuovere l'Isola e i suoi territori"

Dopo l'annuncio dell'Assessore Cuccureddu, anche il consigliere regionale di "Uniti per Todde" benedice l'operazione: "Scelta strategica che va oltre l'agonismo. La diretta Rai dalla Riviera del Corallo è una vetrina mondiale".

Dopo quindici anni di digiuno, il ciclismo che conta ritrova la strada della Sardegna. E la politica, per una volta, sembra pedalare all'unisono sulla stessa strategia: usare la bicicletta per vendere il paesaggio. Dopo l'intervento dell'assessore al Turismo Cuccureddu e l'entusiasmo locale di Orizzonte Comune movimento civico dello stesso assessore, a tracciare la linea politica dell'operazione è Valdo Di Nolfo, Consigliere Regionale del gruppo "Uniti per Todde".

L'appuntamento è fissato dal 25 febbraio al 1° marzo 2026. Cinque tappe che non sono solo sport, ma marketing territoriale puro. «Il ritorno del Giro di Sardegna è una scelta strategica che va ben oltre la dimensione sportiva – commenta il consigliere regionale Valdo Di Nolfo –. Dopo quindici anni la nostra Isola ritorna al centro del ciclismo nazionale, dimostrandosi capace di unire grandi eventi, promozione internazionale e sviluppo locale. Lo sport è un canale incredibile di promozione, non solo perché veicola messaggi importanti destinati a tutte e tutti, con particolare attenzione verso le nuove generazioni, ma capace di attrarre interesse e turismo in ogni stagione dell’anno».

Il Nord-Ovest protagonista La geografia della corsa premia il quadrante settentrionale. Si parte dalla Roccia dell’Elefante a Castelsardo per arrivare a Bosa, attraversando la Riviera del Corallo. Per Di Nolfo, Alghero e il suo hinterland sono il perno logistico e d'immagine. «Manifestazioni di questo livello – prosegue Di Nolfo – rappresentano una straordinaria opportunità per valorizzare e dare visibilità ai territori, rafforzare il legame tra sport e turismo e generare ricadute economiche e occupazionali concrete. In questo quadro, aree strategiche come il nord ovest della Sardegna e la città di Alghero, già punto di riferimento nel Mediterraneo per l’accoglienza e i collegamenti, possono contribuire in modo significativo alla riuscita complessiva dell’evento e alla sua capacità di promuovere l’Isola nel mondo».

La vetrina mediatica Il vero valore aggiunto è la copertura televisiva. La Rai accenderà le telecamere proprio sulla costa algherese. «La diretta nazionale sulla Rai della prima tappa partirà proprio da Alghero dando grande visibilità a tutto il territorio della Riviera del Corallo – spiega il Consigliere –. In questi giorni sono arrivate tantissime richieste di media partnership da tutto il mondo a dimostrazione della grande rilevanza mediatica del Giro e della riconosciuta caratura dell’evento per appassionati e addetti ai lavori. La Sardegna e il territorio di Alghero hanno già dimostrato in passato di saper ospitare grandi appuntamenti sportivi: eventi diversi, ma accomunati dalla stessa capacità di raccontare l’Isola al mondo e di dimostrare che i nostri territori sono pronti per il grande sport».

Obiettivo continuità La conclusione guarda al futuro: l'evento non deve restare una cattedrale nel deserto. «La sfida – conclude Di Nolfo – è fare in modo che appuntamenti come il Giro di Sardegna non restino episodi isolati, ma diventino parte di una programmazione stabile, capace di consolidare il posizionamento della Sardegna nel circuito dei grandi eventi sportivi internazionali e di garantire benefici duraturi ai territori. Perché questo avvenga è necessario un lavoro di squadra che coinvolga tutti: istituzioni, aziende, privati, cittadine e cittadini. Le comunità sono pronte ad accogliere eventi di questo tipo e sono sicuro che sarà un successo».

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