Arca Sedda: "Attacco sessista contro Todde e Salis è un attacco alle istituzioni e a tutte le donne”

«Siamo di fronte alla naturalizzazione di toni tossici e maschilisti, soprattutto quando riguardano una donna in una posizione di potere istituzionale». A dichiararlo è la capogruppo AVS Alghero, Anna Arca Sedda, intervenendo dopo i recenti insulti sessisti rivolti alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e alla sindaca di Genova, Silvia Salis. Gli episodi, circolati sui social e nei commenti pubblici, hanno riacceso il tema della violenza verbale e della legittimazione culturale dell’odio, in particolare quando le vittime sono donne impegnate nella vita pubblica. «Questo non è solo un linguaggio volgare: è il segnale di un problema strutturale. Lo ripeto da tempo: la risposta deve arrivare all’origine, e non a danno già fatto. Serve un intervento culturale, formativo e strutturale». Arca Sedda sottolinea come la prevenzione passi anche attraverso l’educazione di ragazze e ragazzi, chiamando in causa le istituzioni nazionali: «Perché al Governo spaventa così tanto l’educazione affettiva nelle scuole? Io non temo che mia figlia la impari anche lì, oltre che in famiglia. Mi spaventa invece che cresca in un Paese che ha paura del dialogo, delle relazioni, della consapevolezza». La vice presidente del consiglio comunale di Alghero e capogruppo di AVS, richiama la responsabilità pubblica e istituzionale: «Abbiamo il dovere di fornire ai giovani strumenti per riconoscere pregiudizi di genere, quelli che nutrono gli insulti sessisti, e violenza verbale perché chi attacca una donna al potere non sta solo insultando una persona, ma sta dicendo che quel posto non è il suo». Il monito è chiaro: «Se non agiamo oggi, rischiamo che a pagare saranno le nostre figlie. Forse è questo che spaventa qualcuno: crescere donne libere, consapevoli, capaci di giudizio e di autodeterminazione» conclude.

Politica

Regione, lo scontro sui conti: Forza Italia attacca, Meloni promette la tregua
Il tesoro della Sardegna vale 750 milioni di euro. È la cifra che balla nei palazzi della Regione, bloccata in attesa della cosiddetta "manovrina" finanziaria. Da una parte l'opposizione di Forza Italia, che accusa la maggioranza di tenere in ostaggio i fondi a causa dei litigi interni. Dall'altra la Giunta guidata da Aless...