Alghero, Forza Italia all'attacco sul Piano Strategico: "Perché ripartire da zero sprecando soldi pubblici?"

La Giunta annuncia un nuovo documento programmatico per la città. L'opposizione alza le barricate. La stoccata di Tedde e alleati: "Capiamo voler cancellare il lavoro del centrodestra, ma perché azzerare anche quello del centrosinistra di Bruno?"

di Pasqualino Trubia

Alghero – In politica, spesso, chi vince cancella la lavagna di chi ha governato prima. Ma quando di mezzo ci sono i tempi burocratici e i soldi dei cittadini, il colpo di spugna fa rumore. Il nuovo terreno di scontro nel municipio di Alghero è il Piano Strategico. L'attuale amministrazione ha annunciato l'avvio dell'iter per redigerne uno nuovo di zecca. Il gruppo consiliare di Forza Italia (con un documento firmato dai consiglieri Tedde, Caria, Peru, Bardino e Ansini) alza gli scudi e accusa la maggioranza di voler sprecare tempo e denaro pubblico.

Cos'è il Piano Strategico Per capire il peso della polemica, bisogna tradurre il burocratese. Il Piano Strategico non è un semplice volantino di buone intenzioni: è la bussola maestra per il futuro di un Comune. È un documento complesso (e costoso) che stabilisce la vocazione economica, turistica e urbanistica della città per i decenni a venire. Per scriverlo si pagano fior di consulenti, si coinvolge l'Università e si interrogano commercianti, sindacati e cittadini.

Il documento nel cassetto Il nodo sollevato da Forza Italia è una questione di contabilità pratica: Alghero questo documento lo ha già nel cassetto, ed è già stato pagato con i soldi dei contribuenti. «Non si capisce infatti per quale ragione si scelga di ripartire completamente da zero quando la città dispone già di un Piano Strategico elaborato durante l’amministrazione Tedde e successivamente aggiornato nel corso dell’amministrazione Bruno. Un lavoro serio, costruito con il contributo dell’università, delle categorie economiche, delle imprese, dei lavoratori, delle associazioni e di tanti attori della comunità algherese».

Secondo i consiglieri forzisti, ignorare quel patrimonio di analisi significa fare un danno alle casse comunali: «La decisione di avviare un piano “ex novo”, senza alcun evidente collegamento con quanto già elaborato, appare quindi una scelta difficilmente comprensibile. Significa ripetere studi già fatti, riaprire processi già svolti e destinare nuove risorse pubbliche – anche rilevanti – per rifare un lavoro che la città ha già pagato e già costruito».

Il paradosso politico La critica di Forza Italia si sposta poi sul piano del "fuoco amico", evidenziando una sorta di autolesionismo da parte dell'attuale maggioranza di centrosinistra (il cosiddetto "Campo Largo"): «Potremmo comprendere se così facendo il Campo Largo volesse emarginare il lavoro concluso dal centrodestra. Ma non comprendiamo perché voglia fare altrettanto con il lavoro del leader del centrosinistra Bruno».

Gli azzurri promettono di non sottrarsi al dibattito quando la Giunta presenterà formalmente il percorso in aula, ma la chiosa finale della nota non ammette repliche: «Fare finta che quel lavoro non esista non significa innovare: significa semplicemente perdere tempo e risorse».

Politica

Regione, lo scontro sui conti: Forza Italia attacca, Meloni promette la tregua
Il tesoro della Sardegna vale 750 milioni di euro. È la cifra che balla nei palazzi della Regione, bloccata in attesa della cosiddetta "manovrina" finanziaria. Da una parte l'opposizione di Forza Italia, che accusa la maggioranza di tenere in ostaggio i fondi a causa dei litigi interni. Dall'altra la Giunta guidata da Aless...