Il dossier di Confartigianato conta 2.863 imprese di autoriparazione nell’Isola. Il settore resta nelle mani delle aziende artigiane, mentre il ricambio delle auto e le competenze richieste procedono a velocità diverse.
In Sardegna l’autoriparazione è soprattutto un lavoro di piccole imprese: officine e carrozzerie diffuse nei paesi e nelle città, spesso a conduzione artigiana. Secondo un dossier dell’Ufficio studi di Confartigianato, basato su dati Unioncamere-InfoCamere, le imprese del settore sono 2.863 e gli addetti 9.774. Le attività artigiane sono 2.180: il 76,1% del totale, contro una media nazionale del 74,7%. La fotografia provinciale non è uniforme: il dossier segnala un calo delle imprese a Cagliari e Sassari, mentre Nuoro e Oristano risultano in crescita.
Nel complesso, però, è la dimensione delle aziende a distinguere l’Isola: il 96,7% degli addetti lavora in imprese micro, piccole o medie, una quota molto superiore alla media italiana del 69,5%.
La prossima sfida è trovare persone con le competenze adatte. Le imprese prevedono 990 ingressi di meccanici e riparatori; per oltre quattro assunzioni su dieci sono richieste competenze digitali. Le competenze legate alla transizione ecologica sono indicate nel 54,5% dei casi, ma una preparazione green elevata è richiesta per 160 ingressi, il 16,2% del totale: la quota più bassa fra le regioni. Per tre quarti di questi profili, le aziende segnalano difficoltà di reperimento.
Anche il mercato dell’auto mostra un ricambio lento.
Il dossier riporta 20.230 nuove immatricolazioni in Sardegna: il 31,2% in meno rispetto al 2019 e il 7,6% in meno rispetto al 2024. Le auto elettriche e ibride sono salite a 5.333 ogni 100mila veicoli circolanti, ma restano sotto la media nazionale di 9.608.
Per Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna, la risposta passa anche dalla formazione direttamente in officina, con percorsi certificati e apprendistato. «Le nostre officine artigiane sono il vero motore che garantisce la sicurezza e il diritto alla mobilità dei cittadini sardi».
L’associazione chiede inoltre incentivi mirati per famiglie e piccole imprese, tenendo conto dei costi di trasporto e delle condizioni dell’Isola, per sostenere il rinnovo dei veicoli senza gravare su chi lavora.