Sulla spiaggia di Santa Margherita di Pula è stata smantellata una struttura balneare che occupava l'arenile spingendosi fino all'acqua, ostruendo il passaggio sulla battigia. L'intervento è scattato in seguito all'istanza di accesso civico presentata il 6 agosto 2026 dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che ha coinvolto Regione, Comune, Corpo Forestale e Guardia Costiera per verificare la regolarità della concessione demaniale marittima.
Gli accertamenti condotti dal Corpo Forestale e dalla Guardia Costiera hanno confermato la "prossimità della struttura concessionata alla battigia stessa, fino a interessarla in determinate condizioni". Le indagini amministrative hanno fatto emergere una complessa situazione autorizzativa: il Servizio Demanio della Regione ha certificato la presenza di una concessione scaduta il 31 dicembre 2024 (a fronte di un canone di 3.225,50 euro), mentre il Servizio tutela del paesaggio ha rilevato un'autorizzazione paesaggistica limitata al solo 2023, con obbligo di rimozione totale entro il 31 ottobre dello stesso anno.
Di fatto, nel biennio 2025-2026 lo stabilimento ha operato in assenza dei titoli necessari. Il 19 agosto 2026 il Comune di Pula ha riscontrato irregolarità durante un sopralluogo, ma la ditta proprietaria ha provveduto autonomamente alla rimozione della struttura il 10 settembre 2026, senza attendere l'emissione di provvedimenti sanzionatori.
"Vien da se che – evidentemente – nessun controllo ambientale in proposito è stato svolto negli ultimi anni", commenta Stefano Deliperi a nome del GrIG, sottolineando l'assenza di verifiche istituzionali preventive. L'associazione paragona l'episodio a un caso analogo verificatosi nel 2021 sulla spiaggia del Pinus Village, sempre sul litorale di Pula.
Il tratto di costa di Santa Margherita è sottoposto a vincolo paesaggistico statale, mentre la fascia dei 300 metri dalla linea di battigia rientra nel regime di conservazione integrale previsto dalla legge regionale. L'area marina occupata appartiene al demanio dello Stato.