Il presidente del Consiglio comunale dichiara guerra ai finti costumi tradizionali: ad Alghero serve un marchio identitario certificato

Mimmo Pirisi sollecita l'assessorato alla Cultura per arginare il proliferare di abiti folcloristici casuali durante gli eventi. Il punto di partenza sarà una delibera del duemilacinque per creare un'immagine cittadina inequivocabile.

La stagione di forte esposizione mediatica che Alghero sta attraversando da qualche anno ha portato con sé un effetto collaterale inaspettato: il proliferare disordinato di costumi e abiti folcloristici che mutano di evento in evento. A sollevare il problema istituzionale è Mimmo Pirisi, presidente del Consiglio comunale, la carica che presiede l'assemblea dei rappresentanti eletti dai cittadini. Di fronte alla moltiplicazione di manifestazioni culturali, religiose, sportive e di intrattenimento, le piazze della città si sono riempite di figuranti con abbigliamenti eterogenei, capaci di trasformarsi nel volgere di poche settimane. Una confusione visiva che, secondo il vertice dell'assemblea cittadina, disorienta sia i residenti che le stesse istituzioni, alla ricerca di un riconoscimento simbolico e identitario chiaro e inequivocabile del luogo.

Per arginare questa deriva estetica, Pirisi ha sollecitato un intervento rapido e definitivo da parte dell'assessorato competente e della commissione consiliare alla Cultura, l'organo ristretto chiamato a esaminare le pratiche prima dell'approdo in aula. L'amministratore ritiene ormai improcrastinabile mettere un punto fermo sulla questione, ancorando la soluzione a un atto burocratico già esistente nei cassetti del municipio: la delibera comunale numero 59, un documento approvato nel 2005.

Le direttive impartite dal presidente del Consiglio prevedono di ripartire da quel testo amministrativo per commissionare un lavoro di ricerca rigoroso e autorevole dal punto di vista scientifico. L'obiettivo finale dell'operazione, da portare a termine nel più breve tempo possibile, è la codifica di un marchio cittadino ufficiale e di un brand identitario ben visibile, che metta ordine nelle rappresentazioni pubbliche e venga definitivamente adottato dall'amministrazione comunale e riconosciuto dalla comunità.

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