Sassari: Si nascondeva nell'armadio il latitante condannato a diciannove anni per tratta di esseri umani - arrestato insieme alla moglie

I Carabinieri irrompono in un appartamento del centro storico di Sassari e chiudono il cerchio su una rete criminale nigeriana che dal 2013 al 2017 importava clandestini via Libia.

La latitanza è finita nel pomeriggio di ieri, 6 maggio, dietro l'anta di un armadio nel cuore di Sassari. I Carabinieri del Nucleo Investigativo, la squadra speciale del Comando Provinciale che si occupa delle indagini più complesse, hanno fatto irruzione in un'abitazione del centro storico e arrestato un uomo e una donna, entrambi di nazionalità nigeriana. Sulle loro teste pendeva un ordine di carcerazione, il provvedimento con cui la Procura della Repubblica dispone l'arresto immediato in esecuzione di una sentenza definitiva emessa dalla Corte d'Assise d'Appello, il tribunale di secondo grado che giudica i reati più gravi.

L'uomo era ricercato dal dicembre del 2023, mentre la donna risultava irreperibile dai primi giorni di questo mese. Le condanne, ormai irrevocabili, li ritengono colpevoli del reato di tratta di esseri umani. I fatti contestati, ricostruiti in anni di pedinamenti e intercettazioni dallo stesso Nucleo Investigativo, risalgono al periodo compreso tra il 2013 e il 2017. Le carte processuali delineano l'esistenza di un gruppo criminale specializzato nel trasferire connazionali dalla Nigeria all'Italia. La rotta dello sfruttamento passava per il deserto e il mare della Libia, approfittando della totale vulnerabilità delle vittime, sottoposte a viaggi massacranti e pericoli per la vita, fino allo sbarco sulle coste di Porto Torres e al successivo trasferimento a Sassari.

Il conto presentato dalla giustizia è pesantissimo: l'uomo deve scontare una pena detentiva di diciannove anni, un mese e venticinque giorni di reclusione. La donna è stata condannata in via definitiva a dodici anni di carcere. Per mettere fine alla fuga del principale condannato, i militari dell'Arma hanno stretto la rete attorno alla moglie, individuando l'appartamento in uso alla donna tra i vicoli della città vecchia. Ieri pomeriggio è scattato il blitz. Durante la minuziosa perquisizione dell'alloggio, le divise hanno scovato il ricercato che, vistosi braccato, aveva cercato un inutile e disperato rifugio all'interno del guardaroba. Dopo l'identificazione in caserma e l'espletamento delle necessarie pratiche burocratiche, marito e moglie sono stati trasferiti a bordo delle auto di servizio e consegnati ai poliziotti della Casa Circondariale di Bancali, il carcere di Sassari, dove sconteranno le condanne inflitte dai giudici.

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