Alghero sigla il manifesto per il Mediterraneo: la città diventa il quartier generale per formare i giovani alla diplomazia

Il municipio rinnova l'accordo con la Regione e l'associazione Rumundu. Il progetto "Sardinia Peace Island" trasformerà l'isola in un polo neutrale per accogliere e istruire i ragazzi in fuga dalle zone di crisi.

Alghero entra ufficialmente nella rete del progetto "Sardinia Peace Island – Building Peace, Growing Futures". L'amministrazione cittadina ha sottoscritto il Manifesto di Pace e Cooperazione Internazionale, un'iniziativa strutturata e sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna e promossa dall'associazione Rumundu. Le firme in calce al documento sono state apposte da Stefano Cucca, fondatore del sodalizio, e dalle due esponenti della giunta municipale Raffaella Sanna, titolare della delega alla Cultura, e Ornella Piras, responsabile del Turismo e delle Attività Produttive.

L'accordo trasforma la dichiarazione d'intenti in un programma esecutivo. Le direttive del piano prevedono che ogni municipio aderente selezioni e coinvolga fino a quaranta giovani del posto in cicli di formazione tecnica. I ragazzi verranno istruiti sui meccanismi del confronto istituzionale, sul dialogo interculturale e sulla progettazione di imprese a vocazione sociale. L'obiettivo dell'operazione è trasformare la Sardegna in una piattaforma neutrale in mezzo al Mediterraneo: un rifugio geografico destinato ad accogliere studenti provenienti da territori segnati da guerre o da grave instabilità politica, per addestrarli alle dinamiche della cooperazione e alla rigenerazione dei propri Paesi d'origine.

La ratifica del documento istituzionalizza un rapporto logistico che lega la città all'associazione da oltre dieci anni. Il sindaco Raimondo Cacciotto ha delineato il perimetro politico dell'operazione: «Aderire a Sardinia Peace Island significa fare una scelta chiara – ha dichiarato il Sindaco Raimondo Cacciotto – mettere i giovani al centro come attori del cambiamento, non come semplici destinatari di politiche. Alghero è da sempre una città aperta, mediterranea, capace di dialogo, e questo progetto rafforza una visione che guarda al futuro con responsabilità e coraggio».

A tracciare il bilancio delle attività pregresse è intervenuta l'assessora Sanna: «Con Rumundu collaboriamo da tempo su programmi che mettono insieme formazione, cooperazione e innovazione sociale. Già lo scorso anno abbiamo coinvolto 40 giovani di Alghero in un percorso di autoimprenditorialità e cooperazione internazionale, culminato con un viaggio formativo presso le istituzioni europee. Sardinia Peace Island rappresenta un’evoluzione naturale di questo lavoro: un progetto che crea opportunità reali e apre i territori al mondo». L'infrastruttura di queste iniziative poggia su un decennio di scambi che ha già visto transitare in città circa cinquecento studenti comunitari tramite i fondi del programma Erasmus e centinaia di ragazzi coinvolti in percorsi formativi spinti fino alla Silicon Valley.

Per l'assessora Piras la strada tracciata dalla diplomazia deve necessariamente sfociare in una ricaduta occupazionale ed economica per i residenti: «La pace, oggi, passa anche dalla capacità di offrire prospettive concrete. Integrare i giovani nei processi di sviluppo economico, turismo sostenibile e innovazione è fondamentale per costruire comunità resilienti e inclusive. Sardinia Peace Island va in questa direzione, mettendo in relazione cooperazione internazionale e crescita dei territori».

La regia dell'intera operazione resta nelle mani dell'associazione promotrice, che ha deciso di mutare la propria strategia logistica concentrando le basi operative nell'Isola. «Negli anni – ha dichiarato Stefano Cucca, fondatore di Rumundu – abbiamo lavorato in molti contesti di cooperazione internazionale, spesso complessi e fragili. Abbiamo supportato anche programmi della Commissione Europea formando centinaia di giovani direttamente nei loro territori. Con Sardinia Peace Island facciamo un passo in più: scegliamo di costruire in Sardegna una base stabile, un luogo sicuro e neutrale dove giovani sardi, mediterranei e internazionali possano incontrarsi, formarsi, dialogare con le istituzioni e progettare insieme nuove soluzioni per i propri territori». Le conclusioni del fondatore fissano il ruolo della città nella futura scacchiera del progetto: «Alghero – ha aggiunto Cucca – ha avuto un ruolo importante in questa storia. Qui sono nati e cresciuti percorsi che hanno messo insieme giovani locali e internazionali, formazione, innovazione sociale e cooperazione. Per questo la firma del Manifesto non è soltanto un atto formale, ma il riconoscimento di un cammino già avviato, che oggi può diventare ancora più strutturato e internazionale».

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