Cagliari, 5 anni al prof del Dettori: per i giudici sedusse una studentessa minorenne

Il Tribunale riconosce la violenza sessuale aggravata dall’abuso di potere: il docente di latino e greco, Luca De Martini, 49 anni, avrebbe sfruttato il suo ruolo per instaurare una relazione con l’alunna.

Il Tribunale di Cagliari ha condannato a cinque anni di reclusione il professore di latino e greco del liceo classico Dettori, Luca De Martini, 49 anni, accusato di aver sedotto una studentessa minorenne e di aver instaurato con lei una relazione approfittando del rapporto docente-alunna. La sentenza è stata emessa al termine di una lunga udienza, nella quale il giudice Luca Melis ha sostanzialmente accolto la ricostruzione del pubblico ministero Marco Cocco.Secondo l’accusa, il professore avrebbe utilizzato la propria influenza educativa e culturale per esercitare una pressione psicologica sulla ragazza, allora quattordicenne, fino a condizionare la sua libertà di autodeterminazione. La procura contestava il reato di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità, chiedendo una pena di cinque anni e quattro mesi, richiesta che il Tribunale ha sostanzialmente fatto propria limitandosi a una lieve riduzione della quantificazione finale.

Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, scelta processuale avanzata dalla difesa di De Martini, rappresentata dall’avvocato Pier Andrea Setzu, che ha consentito di definire il processo in un’unica udienza sulla base degli atti raccolti nelle indagini. In una fase precedente, una proposta di patteggiamento a due anni era stata respinta dal giudice per le indagini preliminari Michele Contini, che aveva ritenuto non congrua la pena rispetto alla gravità dei fatti contestati.Durante l’udienza conclusiva ha avuto un peso rilevante la perizia su un biglietto prodotto dalla difesa, nel quale sarebbe comparsa una richiesta di scuse e una presunta ritrattazione delle accuse attribuita alla giovane. Il perito nominato dal giudice ha però messo in discussione la genuinità e l’attendibilità di quello scritto, escludendo che potesse valere come revoca credibile delle denunce da parte della studentessa. A rappresentare la madre e la ragazza, costituitesi parte civile, è stata l’avvocata Daniela Loi, che in aula ha insistito sul forte squilibrio di potere insito nel rapporto tra docente e alunna e sulla particolare vulnerabilità della minore. Per l’avvocata, la condotta attribuita al professore si inserirebbe in una dinamica di assoggettamento psicologico, resa possibile proprio dal ruolo educativo ricoperto all’interno di una scuola prestigiosa come il Dettori.

De Martini, sospeso dall’insegnamento in via cautelare sin dalle prime fasi dell’inchiesta, ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali con l’allieva e, attraverso il proprio legale, ha contestato la ricostruzione accusatoria. Il Tribunale ha però ritenuto provata la responsabilità penale del docente, riconoscendo la sussistenza degli elementi del reato contestato e fissando la pena in cinque anni di reclusione. La vicenda, iniziata con la denuncia dei familiari della ragazza e proseguita con l’incidente probatorio nel quale la minore aveva confermato le proprie accuse, ha suscitato forte allarme nell’opinione pubblica cagliaritana e nel mondo della scuola. Il caso ha riacceso il dibattito sulla tutela dei minori all’interno degli istituti scolastici e sui confini etici del rapporto tra insegnanti e studenti, in particolare quando esiste una marcata asimmetria di età, ruolo e potere. La sentenza di oggi è di primo grado e potrà essere impugnata nelle sedi di appello, come previsto dall’ordinamento. La difesa del professore ha già lasciato intendere l’intenzione di valutare tutti i mezzi di impugnazione disponibili, mentre la parte civile ha espresso soddisfazione per una decisione ritenuta un segnale importante sul fronte della tutela delle studentesse e degli studenti più fragili.

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