Gennaio di fuoco per il Corpo Forestale: dal soccorso per il ciclone Harry ai reperti emersi a Nora. Salvate due aquile del Bonelli

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale traccia il bilancio operativo del primo mese dell'anno, segnato da emergenze climatiche e scoperte inaspettate. «Le donne e gli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale si sono distinti nel mese di gennaio per il soccorso durante e dopo il passaggio del ciclone Harry il 21 e 22 gennaio».

L'attività di presidio del territorio è stata intensa proprio nelle fasi più critiche del maltempo. «I corsi fluviali sono costantemente monitorati dal CFVA durante i giorni di allerta meteo. Le pattuglie sono intervenute a soccorso della popolazione nei casi di esondazione». Oltre alla gestione delle acque, il personale ha fronteggiato i danni causati dalle raffiche, con «numerosi gli interventi anche per gli alberi che sono stati schiantati al suolo dal vento».

Proprio le mareggiate violente hanno portato alla luce un tesoro nascosto nel sud dell'Isola. «Il personale CFVA di Pula nel corso della verifica dei danni provocati dalla mareggiata ha rinvenuto, nei pressi di Nora, resti archeologici consistenti in anfore e ossa». Per garantire l'integrità del ritrovamento, «sono stati effettuati turni di guardia fino alla messa in sicurezza da parte del personale della Soprintendenza».

Sul fronte della tutela della fauna, le operazioni si sono divise tra repressione degli illeciti e salvataggi. «Nel sud-Sardegna sono stati numerosi gli interventi di repressione dell’uccellagione praticata con reti, lacci e trappole a molla».

Ricca la lista degli animali soccorsi: «due cervi, una volpe, un cinghiale, un daino, un nibbio, una poiana, un cane che rischiava l’annegamento e due aquile del Bonelli». Particolare rilevanza assume il salvataggio di queste ultime, poiché «l’aquila del Bonelli è oggetto di reintroduzione in Sardegna dal 2018 (progetti Life), con oltre 20 esemplari rilasciati per ricostituire la popolazione».

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