Durante l’appuntamento è stato presentato il nuovo Novecento59, vino spumante Metodo
Classico da uve di Vermentino di Sardegna.
Un’impresa che cresce, compete sui mercati internazionali e allo stesso tempo restituisce
valore al territorio in cui opera. È questo il modello raccontato da Radici e Futuro, l’evento
promosso dalla Cantina Santa Maria La Palma, in programma giovedì 5 febbraio alle ore
18.00 presso la Sala Convegni della Cantina, a Santa Maria La Palma.
L’incontro è nato con l’obiettivo di raccontare una delle esperienze cooperative più virtuose
del panorama vitivinicolo italiano: una realtà con oltre 300 soci viticoltori, circa 100 tra
dipendenti e collaboratori e 800 ettari di vigneti nel Nord Ovest della Sardegna, capace
di coniugare crescita economica, coesione sociale e sostenibilità ambientale.
L’appuntamento ha rappresentato la prima uscita pubblica per il Presidente Renzo Peretto e
il CDA recentemente rinnovato ed eletto, composto dallo stesso Peretto, Daniele Zappelloni,
Francesco Pinna, Riccardo Carboni, Gianfranca Pirisi, Salvatore Serra e Gabriele Bardino.
Negli ultimi anni la Cantina Santa Maria La Palma ha registrato una crescita costante,
raggiungendo un fatturato prossimo ai 28 milioni di euro e 8 milioni di bottiglie vendute
nel mondo. Una crescita che, a differenza di molti modelli industriali, non ha comportato
delocalizzazioni o dispersione di valore: al contrario, la ricchezza prodotta rimane sul
territorio, dove viene reinvestita, arricchendolo.
La Cantina nel periodo 2021-25 ha redistribuito oltre 30 milioni di euro ai propri soci, di
cui 8 milioni solo nell’ultimo anno, contribuendo in modo diretto al reddito delle famiglie
agricole, al rafforzamento della filiera locale e alla tenuta economica delle aziende
vitivinicole di Alghero e della Nurra.
A questo si aggiungono gli stipendi riconosciuti ai
dipendenti e collaboratori, generando un effetto moltiplicatore sull’economia locale.
Il modello cooperativo della Cantina si traduce anche in un impatto sociale concreto: negli
ultimi cinque anni sono state effettuate 23 assunzioni a tempo indeterminato, con una
politica attiva di attrazione di profili giovani e qualificati anche da oltre i confini sardi, invitati a
rientrare sull’isola. Parallelamente l’azienda ha avviato azioni di welfare aziendale e un
aumento del 5% della paga base per tutti i dipendenti, indipendentemente dal contratto.
Il presidente Renzo Peretto sottolinea: «Sono numeri importanti, frutto di un grande lavoro di
squadra e delle scelte del CDA. La Cantina è cresciuta affrontando sfide ma rimanendo
sempre fedele alla propria identita` cooperativa: mettere al centro il lavoro dei viticoltori, la
qualita` delle uve e il legame autentico con la terra. Oggi Santa Maria La Palma e` una realta`
riconosciuta, pronta a guardare al futuro anche attraverso la valorizzazione dei nostri vitigni
simbolo, primo fra tutti il Vermentino, interprete straordinario di questo territorio».
Proprio da uve di Vermentino di Sardegna nasce il Novecento59, nuovo spumante Metodo
Classico della Cantina Santa Maria La Palma, presentato durante la serata: il suo nome
richiama il 1959, anno di fondazione dell’azienda: un vino elegante, dalla grande personalità,
che valorizza il vitigno Vermentino e rappresenta simbolicamente l’incontro tra memoria e
visione, radici storiche e innovazione.
L’evento ha ospitato la proiezione del documentario Storie di Cantina, un racconto corale
con le voci dei viticoltori dell’azienda, ed è stato arricchito dall’intervento di istituzioni e
rappresentanti del territorio, con la presenza dell’Assessore Regionale all’Agricoltura
Francesco Agus, il Consigliere Regionale Valdo di Nolfo e il Sindaco di Alghero Raimondo
Cacciotto e una rete dei sindaci del nord ovest della Sardegna, con il coinvolgimento de
territori e i comuni che vedono la presenza di viticoltori soci della Cantina Santa Maria La
Palma.
Radici e Futuro è stato un momento di confronto e condivisione per raccontare un caso
concreto di economia cooperativa che non si limita a produrre vino, ma produce valore
diffuso, radicato nella comunità.