Essere adolescenti oggi è un mestiere difficile. Farlo in territori dove le opportunità non piovono dal cielo è quasi un’impresa. A Iglesias, dove spesso ci si lamenta del vuoto che circonda i più giovani, qualcuno ha deciso di provare a riempirlo. Non con le solite chiacchiere da convegno, ma con un luogo fisico, aperto e, dettaglio non trascurabile, gratuito.
Si chiama EduCare. Il nome gioca con le parole, ma la sostanza promette di essere solida. È un nuovo progetto educativo rivolto a quella fascia d'età critica che va dagli 11 ai 17 anni: troppo grandi per i giochi da bambini, troppo piccoli per il mondo degli adulti, spesso lasciati in un limbo pericoloso fatto di dispersione scolastica e disagio sociale.
L'iniziativa porta la firma di Casa Emmaus, una realtà che il territorio lo conosce bene, e verrà presentata ufficialmente venerdì 16 gennaio, dalle 11:00 alle 13:00, presso il Centro Giovanile “Santa Barbara” di Iglesias.
Il progetto non è un'iniziativa isolata, ma il frutto di quei fondi del Next Generation EU che, per una volta, sembrano atterrare su qualcosa di concreto. Casa Emmaus ha costruito una rete che mette insieme pezzi di Stato e società civile: ci sono il Centro di Giustizia Minorile di Cagliari (presenza che la dice lunga sulla vocazione preventiva del progetto), il Comune di Iglesias, la scuola (Istituto Comprensivo Pietro Allori), l'Anffas e partner privati come Key Company e la Cooperativa L’Idea.
Cosa si farà, in pratica?
Dimenticate i parcheggi per ragazzi. EduCare sarà attivo tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì. Lì dentro si faranno laboratori, sport, si riceverà supporto allo studio (per chi a scuola arranca) e formazione professionale. Si punterà anche sul digitale e sulle attività creative. L'obiettivo non è solo tenerli occupati, ma – come recita il progetto – «rafforzare competenze sociali, emotive e relazionali». In parole povere: insegnare loro a stare al mondo e a costruirsi un futuro, invece di subirlo.
All'inaugurazione del 16 gennaio interverranno, tra gli altri, l'Assessora alle Politiche Sociali Angela Scarpa e il coordinatore del progetto Vincenzo Castelli, oltre ai rappresentanti di tutte le realtà coinvolte. Sarà il momento per capire se, unendo le forze, si riesce davvero a costruire quella "comunità educante" di cui tutti si riempiono la bocca, ma che pochi riescono a realizzare. La porta è aperta: ora sta ai ragazzi di Iglesias decidere di entrare.