Scali aerei, mobilità integrata e innovazione: il progetto che ridisegna gli spostamenti in Sardegna

Tre milioni e mezzo di euro per ridisegnare il modo in cui la Sardegna si muove, atterra, parte e si collega. È l’investimento del progetto “e.Ins – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia: Spoke 8 Sustainable Mobility”, finanziato dal PNRR e sviluppato dagli atenei di Cagliari e Sassari insieme ai principali attori economici dell’isola. Obiettivo: creare una rete di mobilità sostenibile che metta in relazione scali aerei, città, cittadini e comunità locali attraverso ricerca scientifica, strumenti digitali e servizi di nuova generazione.

Il lavoro, avviato nella seconda metà del 2022 e in chiusura nei primi mesi del 2026, segue il modello Hub&Spoke e ha visto l’Università di Cagliari guidare un gruppo eterogeneo di partner: Regione Sardegna, Banco di Sardegna, Confindustria, UnionCamere, LegaCoop, Fondazione di Sardegna, Autorità di Sistema Portuale e Sogaer.

“Parliamo di risorse e percorsi a supporto della ricerca accademica a livello nazionale. Cagliari-Elmas si candida tra i primi aeroporti in Italia per diventare un hub territoriale di primo livello con l’applicazione di ricerche di sistema avanzate. Questo significa dare linee di sviluppo socioeconomico al territorio e creare connessioni a vantaggio del movimento turistico e degli scambi in genere”, spiega Gianfranco Fancello, responsabile scientifico del progetto e ordinario di Ingegneria all’Università di Cagliari.

Il progetto è uno dei dieci finanziati dal PNRR nell’ambito degli Ecosistemi dell’innovazione e affronta temi centrali per lo sviluppo regionale: aerospazio, genomica, telemedicina, energia, finanza, turismo, biofarmacologia. Particolare attenzione è stata dedicata al Sistema di supporto decisionale (GIS) messo a disposizione delle municipalità, concepito per accompagnare le amministrazioni nella gestione della mobilità nelle aree attorno agli scali aerei.

“L’obiettivo? Creare attività integrate tra territorio e mondo della ricerca. E fare in modo che questi studi generino sviluppo, sostenibile e concreto. e-Ins è diviso in dieci spoke, cinque coordinati da noi e altrettanti da Sassari. Per la mobilità non abbiamo fatto un progetto con al centro non solo piste ciclabili o autobus verdi. Ci siamo chiesti come l’intero sistema sardo potesse sviluppare attività sostenibili partendo dalle nostre porte di ingresso. Dunque, gli aeroporti”, aggiunge Fancello. Nel progetto, accanto a lui, lavorano i docenti Italo Meloni, Francesco Piras e Mara Ladu per l’Università di Cagliari, mentre per Sassari sono coinvolti Tania Congiu e Comenale Pinto. Per Sogaer partecipano la presidente Monica Pilloni e i dirigenti Fabio Mereu, Federico Miscali e Massimo Sanna.

Il fulcro della ricerca è lo scalo come nodo avanzato di mobilità e servizi, non solo punto di partenza per i voli. “Lo scalo aereo si trasforma e si apre al territorio: non solo voli ma un centro di gestione e smistamento della mobilità”, spiega Fancello.

L’idea è semplice e radicale: integrazione totale. Cagliari-Elmas può diventare parcheggio di scambio per impedire al traffico veicolare di entrare in città. I pendolari lasciano l’auto all’aeroporto e proseguono con treni, bus o navette. Una porta di accesso che ospita anche attività, negozi, servizi e che diventa punto d’incontro e non solo terminal di viaggio. Il complesso ex Fas, in quest’ottica, rafforza la visione di un aeroporto polifunzionale.

Sul piano infrastrutturale, Elmas è già un passo avanti grazie alla connessione ferroviaria operativa. Olbia e Alghero sono invece in fase di progettazione per la realizzazione delle rispettive bretelle ferroviarie dedicate.

Il progetto ha già prodotto interventi tangibili. È stato completato il Parco lineare di Santa Caterina, che collega l’aeroporto alla città con piste ciclabili e pedonali, aree verdi e percorsi sicuri per residenti e pendolari. In corso anche un’indagine conoscitiva che coinvolge i cittadini di Decimomannu e Assemini per studiare il corridoio multimodale treni–auto.

Nel frattempo, sono stati acquistati totem a messaggio variabile per la gestione dei parcheggi e presto saranno installati quelli pensati per i turisti internazionali. Alla rete fisica si aggiunge quella digitale: un’App dedicata allo scalo, progettata per facilitare la mobilità sostenibile, mostra la disponibilità dei parcheggi, integra i servizi NCC e offre funzioni accessibili anche per i non udenti attraverso il linguaggio dei segni.

Il Sistema Informativo Territoriale (GIS), sviluppato nell’ambito del progetto, rappresenta il cuore tecnologico dell’intero lavoro: “È un sistema di supporto alle decisioni politiche. Ne potrà usufruire chi avrà competenze nella gestione dei servizi di mobilità dell’area vasta. Quindi, comuni, città metropolitana, assessori, autorità portuale, istituzioni ed enti coinvolti nel processo, avranno un sistema che per la prima volta raccoglie i dati relativi ad aerei, treni, bus, NCC e auto”, spiega Fancello.

Una visione completa che mette insieme ciò che spesso resta separato, permettendo di prevedere scenari, gestire flussi e programmare interventi con maggiore consapevolezza.

Cronaca