Cagliari che conquista un punto nella tana del Como. Passo avanti in classifica per Pisacane che attende ora la sosta con maggiore tranquillità.

  Pareggio giusto e anche un po’ previsto al Sinigaglia fra Como e Cagliari. I due allenatori, compagni di corso per il patentino Uefa, si annullano a vicenda. Rossoblù abbottonati, ma non passivi. Salvo il numero dei corner (10-0), una grande occasione per parte e portieri tra i migliori in campo. Fabregas, con il quinto pareggio nelle ultime sette, fallisce l’obiettivo fissato alla vigilia di girare alla pausa oltre quota venti punti. Lo spagnolo conferma la formazione iniziale che ha paregggiato a Napoli, Addai e Diao esterni sulla trequarti e davanti Morata. Unica variazione (forzata), Diego Carlos al centro della difesa al posto dell’infortunato Kempf. Pisacane sceglie un un 4-5-1 per calcare la mano sugli esterni, Palestra a destra e Felici a sinistra, con Esposito unica punta e Gaetano con libertà di alzarsi.

  Un Cagliari compatto entro la propria metà campo lascia il possesso nei piedi dei comaschi. Dieci giocatori di movimento raccolti in trenta metri. L’effetto ottico è quello di una barriera corallina, visto anche il colore della terza maglia sarda. Nelle linee così strette il Como non ha sviluppo sugli esterni e ci prova con gli uno-due finalizzati alle improvvise imbucate centrali. Una di queste porta il primo pericolo, con Morata che riceve al limite, dribbla un difensore portandosela sul destro ma invece che calciare perde il passo provando un altro dribbling. Al 19’, Cagliari in vantaggio con autorete di Valle su tiro-cross di Palestra ma il Var Abisso richiama al monitor Pezzuto per valutare un fallo a inizio azione che coinvolge gli stessi protagonisti: rete annullata. Altra opzione comasca è l’azione personale degli esterni. Diao ci prova ma come recitava un famoso spot, la potenza è nulla senza controllo. Meglio Addai sulla destra, baricentro più basso, che alla mezzora con un sinistro basso impegna Caprile sul primo palo. Gara comunque godibile per merito di Cagliari tutt'altro che passivo che sfiora ancora il vantaggio con Felici, murato da Butez. Per il Como ci provano Paz da fuori e ancora Morata a centro area, stop di petto e liscio alla Mai dire gol. Nella ripresa, cambio “obbligato” di Fabregas: Rodriguez per Diao.

  Como vicinissimo al vantaggio al 9’ ma Morata è ancora poco reattivo e molle nell’area piccola su una spizzata di testa, e Caprile gli chiude il piattone. Spazientito dopo un giallo, lo spagnolo chiede il cambio, Douvikas si stava già scaldando. Pochi minuti dopo, replay per il collega: esce Esposito (dentro Borrelli), giornata davvero storta per i centravanti. Nella parte centrale della ripresa la girandoli di cambi non rompe gli equilibri. Il Cagliari dopo la mezzora passa al 4-4-2 con l’ingresso di Luvumbo, gli spazi per un Como meno lucido e arrembante si riducono ulteriormente. L’ultima occasione, grossa, a 3’ dallo scadere, capita sui piedi di Luvumbo dopo una buona percussione di Folorunsho sulla sinistra, ma Butez gli mura il mancino a due passi dalla porta.

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