L’accordo è stato annunciato nel settembre 2025 e prevede l’Europeo sull’Isola dal 2027. La Regione ha rafforzato i finanziamenti fino al 2030. Il consigliere regionale sollecita ACI e Governo a riaprire la partita.
ALGHERO - La Sardegna ha appena assegnato il titolo mondiale di rally a Elfyn Evans e al suo copilota Scott Martin. Oliver Solberg ha vinto la gara, conclusa il 4 ottobre, ma il futuro dell’appuntamento italiano porta verso Roma. Dopo ventitré edizioni sull’Isola, Valdo Di Nolfo chiede di fermare il trasferimento previsto dal 2027. «Alghero e la Sardegna hanno dato in questi giorni la risposta migliore a chi vuole portarci via la tappa italiana del World Rally Championship. Un evento straordinario, una città e un territorio capaci di accogliere appassionati e professionisti da tutto il mondo e un’Isola che ancora una volta ha dimostrato di essere la location perfetta per una manifestazione di questa caratura.
La tappa mondiale del Rally deve restare in Sardegna».
L’appello del consigliere regionale arriva al termine di un’edizione diventata la conclusione del campionato dopo la cancellazione della gara in Arabia Saudita. Il progetto di trasferimento, però, risale a oltre un anno fa: fu annunciato il 23 settembre 2025. Prevede il Mondiale sulle strade asfaltate di Roma e del Lazio e, dal 2027 al 2030, il campionato europeo in Sardegna. Due competizioni internazionali, con un diverso peso sportivo: il WRC assegna i titoli mondiali, l’ERC quelli europei.
La trattativa è stata ricostruita dal Governo nella risposta a un’interrogazione del deputato Silvio Lai, discussa alla Camera il 20 maggio 2026. Secondo quella ricostruzione, il promotore internazionale aveva subordinato l’estensione dell’accordo a cinque anni al trasferimento del Mondiale a Roma. ACI aveva proposto di conservarlo in Sardegna anche nel 2027; l’intesa successiva ha previsto invece la permanenza nel 2026 e il passaggio nel Lazio dall’anno seguente. Il contratto per il periodo 2026–2030, riferisce il Governo, è stato sottoscritto nel dicembre 2025.
Il progetto contiene una condizione: l’approvazione finale della Federazione internazionale dell’automobile, la FIA, e del promotore, sulla base del percorso e dell’organizzazione. Dal 3 al 5 luglio 2026 gli osservatori della FIA hanno esaminato il Rally di Roma Capitale proprio in vista del possibile ingresso nel Mondiale.
Il comunicato federale del 10 luglio ha descritto quella verifica come un passaggio del percorso di valutazione, cui sarebbero seguite le relazioni tecniche.
Roma è stata proposta anche per la visibilità internazionale della Capitale e per la possibilità di raggiungere nuovo pubblico. Sono le ragioni illustrate dal promotore nell’annuncio del 2025 e richiamate dalla FIA dopo la verifica di luglio. Di Nolfo contrappone a questa prospettiva il patrimonio costruito dalla Sardegna dal 2004.
«Ventitre edizioni hanno costruito un patrimonio sportivo ed economico che appartiene alla Sardegna. In questi giorni abbiamo visto cosa significa ospitare un grande evento internazionale: promozione mondiale, presenze, lavoro per le imprese e strutture ricettive, una straordinaria occasione per raccontare la nostra terra. La Sardegna ha dimostrato sul campo di avere territori, competenze, organizzazione e passione per continuare a farlo».
Il sostegno regionale ha un riscontro negli atti. L’articolo 8, comma 23, della legge regionale 20 del 21 settembre 2026 aggiunge 900 mila euro l’anno al contributo ad ACI per il Rally Italia Sardegna nel triennio 2026–2028 e prevede 3,5 milioni per ciascuno degli anni 2029 e 2030. Alla presentazione dell’evento, il 25 settembre, l’assessore del Bilancio Giuseppe Meloni ha indicato in 3,5 milioni il sostegno raggiunto, con copertura fino al 2030. Sono risorse destinate all’organizzazione; la sede della tappa mondiale dipende anche dagli accordi sportivi internazionali.
Di Nolfo si rivolge al ministro per lo Sport Andrea Abodi e al presidente dell’Automobile Club d’Italia Geronimo La Russa:
«La Regione ha detto con chiarezza di essere pronta a fare la propria parte, dal punto di vista economico e organizzativo. Adesso tocca al Ministro dello sport Abodi e al presidente dell’ACI La Russa cambiare idea. Non c’è alcuna ragione sportiva, organizzativa o economica per strappare alla Sardegna una tappa mondiale che qui ha trovato casa e che la Sardegna ha contribuito a rendere grande per oltre vent’anni. Dopo il successo di questo weekend, portarla via sarebbe ancora più incomprensibile. La nostra Isola non deve subire l’ennesimo scippo deciso altrove: siamo pronti a difendere il Rally e il diritto della Sardegna a continuare a essere protagonista dei grandi eventi internazionali».
Sul piano economico, la risposta parlamentare riporta anche perdite per ACI superiori al milione di euro nelle edizioni 2023 e 2024 e di circa un milione nel 2025, dato allora ancora provvisorio. Sono i conti dell’organizzatore; le ricadute sulle imprese del territorio richiedono una valutazione distinta. Nello stesso documento il Governo indica nel promotore e nella FIA i soggetti cui fanno capo le decisioni sul calendario, con ACI come interlocutore italiano. Per accogliere l’appello di Di Nolfo occorrerebbe dunque rivedere il percorso concordato per il 2027. La Regione ha rafforzato il proprio impegno finanziario. La risposta attesa riguarda ora la possibilità di riaprire quella trattativa.