I consiglieri richiamano il sopralluogo del 22 settembre e chiedono chiarimenti su agibilità, tribune e foresteria. Gli atti comunali documentano un affidamento provvisorio all’Amatori Rugby dal dicembre 2025.
La discussione sul campo da rugby di Maria Pia arriva alle tribune, agli impianti e alle autorizzazioni. Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, consiglieri comunali di Forza Italia, richiamano il sopralluogo del 22 settembre e chiedono alla Giunta Cacciotto di spiegare in quali condizioni si trovi la struttura e quali interventi intenda adottare. Le contestazioni tecniche sono contenute nella loro ricostruzione del verbale, che non è stato possibile consultare direttamente.
«Il dato più clamoroso – sottolineano i consiglieri azzurri – è che mentre il Comune ha avviato un avviso per un partenariato pubblico-privato finalizzato alla riqualificazione e alla futura gestione del campo, il sopralluogo propedeutico alla stessa procedura certifica una situazione di grave criticità».
L’avviso esiste ed è pubblicato sul sito comunale. Serve a raccogliere proposte per ristrutturare e gestire l’impianto attraverso un partenariato pubblico-privato: un’operazione nella quale un soggetto privato investe sulla struttura e ne assume la gestione secondo le condizioni concordate con il Comune. Il documento precisa che questa fase non assegna ancora il campo a nessuno e prevede espressamente il sopralluogo per conoscere le condizioni dell’immobile prima di formulare una proposta.
La questione sollevata da Forza Italia riguarda però l’uso presente dell’impianto. Secondo i consiglieri, il verbale rileva l’assenza della certificazione di agibilità, la mancanza dei verbali dei controlli periodici sugli impianti tecnologici e la necessità di interventi manutentivi e di regolarizzazione.
Il passaggio più delicato riguarda le tribune. Nella ricostruzione diffusa dal gruppo, quella coperta avrebbe ottenuto un esito favorevole alle verifiche di staticità, mentre quella scoperta non avrebbe superato la prova di carico, il controllo che misura la risposta della struttura a pesi prestabiliti. Una distinzione da conservare, senza estendere il rilievo all’intero impianto.
«È una situazione che richiede risposte immediate – affermano Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. Vogliamo sapere quando è stata effettuata quella prova, quali prescrizioni ne siano derivate, se la tribuna sia stata utilizzata dopo l’esito negativo e quali provvedimenti abbia adottato il Comune per garantire la sicurezza di atleti, famiglie e spettatori».
Un secondo capitolo riguarda la foresteria, gli spazi destinati all’alloggio. I consiglieri riferiscono che il sopralluogo descrive una struttura da 24 posti letto e locali destinati alla ristorazione e alla somministrazione di alimenti e bevande.
«Lo stesso verbale – ricordano i consiglieri di Forza Italia – registra le perplessità espresse dall’Alguer Rugby sulla regolarità edilizio-urbanistica e sulle destinazioni d’uso e chiede di verificare i titoli abilitativi e le autorizzazioni necessarie per la foresteria e per la somministrazione di alimenti e bevande. A questo punto il Comune deve spiegare chi gestisce oggi questi spazi, in forza di quale titolo e secondo quali condizioni».
Si tratta dunque, per quanto riportato nella nota, di autorizzazioni da verificare e di dubbi espressi durante il sopralluogo. Non di abusi edilizi già accertati.
Sulla gestione, Forza Italia torna invece alla definizione di impianto “detenuto senza titolo”, richiamata nelle precedenti polemiche. «Non siamo noi a dare qualificazioni giuridiche che spettano agli organi competenti – precisano gli esponenti di Forza Italia – ma è il Comune che deve chiarire quale sia oggi il titolo in forza del quale l’Amatori Rugby dispone dell’impianto, chi lo abbia autorizzato, per quanto tempo e a quali condizioni. Se dall’utilizzo senza titolo fossero derivati pregiudizi per il patrimonio pubblico, saranno gli organismi competenti ad accertare eventuali responsabilità, compreso un eventuale danno erariale».
Qui gli atti disponibili aggiungono un elemento preciso. La determinazione comunale numero 2266 del 24 luglio 2026 richiama la precedente determinazione numero 3384 del 1° dicembre 2025, con la quale la conduzione tecnica e funzionale del campo era stata affidata provvisoriamente all’Amatori Rugby Alghero. Un provvedimento di affidamento, dunque, è documentato: sarebbe inesatto descrivere l’utilizzo attuale come certamente privo di qualsiasi titolo. Restano da chiarire durata, condizioni e ambito di quell’affidamento, comprese le attività consentite negli spazi accessori.
L’eventuale danno erariale, ossia un danno economico alle risorse pubbliche, viene prospettato dai consiglieri come ipotesi da accertare. Nella nota non è indicato un accertamento di responsabilità.
La controversia investe anche la disponibilità degli spazi per l’altra società cittadina, l’Alguer Rugby.
«Qui c’è un problema molto più grande: lo sport cittadino sta pagando l’incapacità dell’Amministrazione di mettere ordine negli impianti pubblici. L’Alguer Rugby coinvolge centinaia di iscritti, bambini e famiglie e oggi non ha la possibilità di svolgere regolarmente gli allenamenti negli spazi di cui avrebbe bisogno. Questo è un vulnus grave per lo sport algherese e deve essere eliminato».
La critica politica alla Giunta è netta: «Non è accettabile – concludono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – che mentre si discute di partenariato pubblico-privato e di futura gestione, il Comune scopra attraverso un sopralluogo che l’impianto è privo di agibilità, presenta carenze documentali e manutentive e una tribuna che non ha superato la prova di carico. Prima dei grandi annunci servivano programmazione, sicurezza e trasparenza».
I quattro consiglieri chiedono infine un programma di interventi e garanzie per l’accesso delle società. «Adesso l’Amministrazione dica con chiarezza che cosa intende fare: come vuole mettere in sicurezza e regolarizzare l’impianto, come intende affrontare la situazione della tribuna, come intende chiarire la posizione della foresteria e, soprattutto, come intende garantire a tutte le società sportive, a partire dai loro giovani atleti, il diritto di allenarsi e praticare sport in strutture sicure e regolarmente utilizzabili. Il campo da rugby è soltanto l’ennesimo, emblematico, capitolo della drammatica situazione degli impianti sportivi di Alghero».