L'assessore regionale difende l'opera e loda la scelta della giunta Solinas. Per il capogruppo di opposizione è la prova della crisi: "Commissione bloccata da maggio per evitare l'imbarazzo. Il Campo Largo non esiste".
ALGHERO – A volte, per fare opposizione, non serve urlare: basta sedersi sulla riva del fiume e aspettare che la maggioranza si smentisca da sola. È quello che ha fatto oggi Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d'Italia, dopo aver ascoltato l'assessore regionale Antonio Piu. Mentre in conferenza stampa piovevano milioni di euro, Cocco ha colto la vera notizia politica: l'esponente di spicco della giunta Todde (quota AVS) ha difeso a spada tratta il treno a idrogeno, demolendo in pochi minuti anni di battaglie del Pd locale e dei comitati ambientalisti.
Per Cocco, «al netto degli annunci, la vera notizia politica sta tutta nelle parole dell’assessore regionale Antonio Piu sul treno a idrogeno». L'analisi è spietata: «Piu – osserva Cocco – si è espresso in modo netto a favore dell’infrastruttura, rivendicando la bontà del progetto e persino la correttezza della scelta compiuta dalla precedente Giunta regionale di centrodestra».
In pratica, l'assessore rosso-verde ha dato ragione a Solinas, «arrivando anche a polemizzare apertamente con il mondo ambientalista che oggi contesta l’opera». Un paradosso che fa sorridere la destra e tremare i polsi al "Campo Largo".
La frattura esposta.
Secondo Fratelli d'Italia, quanto accaduto a Porta Terra non è un incidente di percorso, ma una certificazione di incompatibilità. «Questa uscita certifica una spaccatura evidente nella sinistra: l’assessore regionale prende le distanze sia dagli ambientalisti della sinistra radicale, sia dal Partito Democratico cittadino, che sul treno a idrogeno ha sempre mantenuto una posizione di netta contrarietà».
Cocco mette il dito nella piaga: mentre il Pd algherese faceva le barricate contro i binari, il loro assessore di riferimento a Cagliari dice che indietro non si torna.
Il mistero della Commissione.
Il capogruppo di FdI collega poi le dichiarazioni odierne al silenzio istituzionale che regna in Comune. «Proprio per questo sarebbe stato doveroso audire l’assessore regionale nella Commissione speciale sul treno a idrogeno», attacca Cocco.
E qui scatta il sospetto: «Una Commissione che, guarda caso, non è stata più convocata da maggio dal presidente Gianpietro Moro, salvo poi tentare di concluderne i lavori con una relazione asettica e non politica». Per la destra, la strategia è chiara: «La lunga pausa e la mancata audizione oggi assumono un significato politico preciso: il campo largo ha preferito evitare il confronto sulle proprie contraddizioni». Meglio tacere che farsi smentire in faccia dall'assessore amico.
Cantieri vecchi, meriti nuovi?
C'è spazio anche per una chiosa sui 20 milioni di opere pubbliche annunciati in mattinata. Per Cocco, «al di là dei titoli, non c’è nulla di nuovo: si tratta della prosecuzione di cantieri avviati dalle precedenti amministrazioni comunali, in larga parte riconducibili all’ultima esperienza di centrodestra, come lo stesso assessore Marinaro ha ammesso con onestà».
Ma il cuore della questione resta politico. La sentenza di Cocco è tombale per la coalizione di governo: «Il dato è chiaro: sul treno a idrogeno il campo largo non esiste. C’è chi lo sostiene, chi lo osteggia e chi scappa dal confronto». Una confusione sotto il cielo della sinistra che, per una volta, permette all'opposizione di godersi lo spettacolo dalla prima fila o in stazione in attesa che passi il treno.