Sassari, il "dialogo" democratico passa per le minacce: "Hai il collo troppo intatto". Babudieri (FdI) nel mirino per un libro

Sabato la presentazione del volume su Charlie Kirk. La sinistra diserta il confronto, i leoni da tastiera augurano la morte. Il coordinatore di Fratelli d'Italia non ci sta: "Giornali e politica creano bersagli, poi arrivano le aggressioni".

SASSARI – C'era una volta il confronto delle idee, oggi c'è l'augurio di una pallottola. A Sassari, città che si vorrebbe civile e compassata, la temperatura politica sale pericolosamente sopra il livello di guardia. Il motivo? La presentazione di un libro. Sabato prossimo, all'Hotel Grazia Deledda, si parlerà di Charlie Kirk, l'attivista americano assassinato per le sue idee. Ma qualcuno, protetto dall'anonimato vigliacco dei social, ha pensato bene di ricordare a Luca Babudieri, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia e organizzatore dell'evento, che certe morti possono essere replicabili.

«Hai il collo troppo intatto te». È questa la frase apparsa sotto il post che annunciava il convegno. Non è un insulto casuale. Charlie Kirk, nella ricostruzione di questa tragica vicenda, è stato ucciso proprio con un colpo d'arma da fuoco alla gola. Augurare la stessa fine non è critica politica, è intimidazione mafiosa.

Il silenzio dei "democratici". Babudieri, intervistato dal Secolo d'Italia, non si lascia intimidire e sabato 17 gennaio sarà al suo posto insieme all'autore del libro, Gabriele Caramelli. Ma quello che fa più rumore, oltre alla minaccia, è il vuoto pneumatico dall'altra parte della barricata. Il dialogo, quella parola che piace tanto riempirsi la bocca nei salotti buoni, vale a senso unico.

«Abbiamo deciso di invitare un esponente del Pd, attraverso il sindaco Giuseppe Mascia, ma ci ha detto che per motivi personali non parteciperà», racconta Babudieri. Legittimo. Meno comprensibile è che «nessun’altra carica dem presenzierà al convegno».

La sinistra sassarese sceglie l'Aventino. «Io lo trovo preoccupante – commenta amaro il coordinatore di FdI – perché è la dimostrazione che la sinistra italiana non ha più la capacità di confrontarsi».

La fabbrica dei bersagli. C'è poi un capitolo che riguarda la responsabilità di chi le notizie le scrive. Babudieri punta l'indice contro un certo modo di fare informazione che, etichettando con faciloneria, finisce per armare le mani (o le tastiere) dei violenti.

«Da poco la Nuova Sardegna ha additato i ragazzi di Azione studentesca come “estremisti di destra” solo perché hanno ricordato la strage di Acca Larenzia», denuncia l'esponente della destra. E la conseguenza è logica, quasi matematica: «Penso che sia un fatto molto grave, perché non si può creare un bersaglio per fomentare inutilmente le persone».

Il clima pesante. Non siamo di fronte a casi isolati. La minaccia a Babudieri si inserisce in un quadro nazionale che puzza di Anni di Piombo. «Già c’è – risponde Babudieri a chi gli chiede se teme una deriva violenta – visto che quattro ragazzi di Gioventù nazionale sono stati aggrediti nella notte tra il 6 e il 7 gennaio a Roma, mentre provavano ad affiggere dei manifesti».

Vetrine spaccate, agenti picchiati, e ora minacce di morte sui social. «Da parte della sinistra radicale c’è un linguaggio d’odio sempre più grande».

Sabato si parlerà di Kirk, di fede, coraggio e famiglia. Si spera che si possa farlo senza doversi guardare alle spalle, o il collo.

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