Nobento affronta la crisi con una richiesta di concordato in continuità aziendale presentata al Tribunale di Sassari. L’impresa algherese che produce serramenti punta a mantenere l’attività e a tutelare l’occupazione: in gioco ci sono 213 posti di lavoro. L’amministratore unico Andrea Alessandrini ha illustrato il percorso nella conferenza stampa del 5 ottobre, preceduta da un incontro con i collaboratori. Produzione, consegne e acquisizione di nuovi ordini, assicura l’azienda, proseguono.
Il concordato in continuità serve ad affrontare i debiti attraverso un piano che prevede la prosecuzione dell’attività. Il suo obiettivo è tutelare i creditori e conservare, per quanto possibile, i posti di lavoro. È dunque un percorso per superare la crisi, il cui esito dipenderà dai passaggi previsti dalla procedura.
«Non abbiamo deciso di fermare Nobento. Abbiamo deciso esattamente il contrario», ha dichiarato Alessandrini. «Abbiamo scelto uno strumento che ci permette di mettere ordine, di affrontare in modo strutturato la situazione finanziaria dell’azienda e di costruire le condizioni per dare continuità al progetto industriale. Non è una decisione presa con leggerezza. È una decisione di responsabilità.»
La spiegazione offerta dall’impresa parte dal cambiamento del mercato. Secondo Alessandrini, la fine dello sconto in fattura e del Bonus Barriere al 75% ha ridotto fortemente la domanda di serramenti, mettendo in difficoltà produttori, rivenditori e fornitori. Nobento deve ora adeguare a volumi più bassi una struttura costruita negli anni della crescita.
I numeri ricordati nella conferenza danno la misura di quel percorso: dai circa 5,7 milioni di euro di fatturato del 2014 ai 25,5 milioni del 2021, fino ai 43,6 milioni del 2023, secondo i bilanci richiamati dall’azienda. Nel frattempo sono arrivati investimenti nello stabilimento, nella formazione e nelle tecnologie produttive, tra cui TERMOFIBRA®, che impiega fibra di vetro continua al posto dell’acciaio nei profili dei serramenti.
Il problema, oggi, è conservare quel patrimonio industriale e professionale mentre si riorganizzano i conti e l’attività. L’azienda indica fra i propri obiettivi la tutela dell’occupazione per quanto possibile e riferisce di aver costruito il percorso di tutela dei collaboratori attraverso il confronto con FIOM, UILM e Regione Sardegna. Alessandrini ha ringraziato l’Assessorato regionale al Lavoro per l’attenzione e la disponibilità.
«I macchinari si possono comprare, gli stabilimenti si possono costruire», ha aggiunto. «Ma l’esperienza, la professionalità e la conoscenza che le persone hanno accumulato in tanti anni sono molto più difficili da ricostruire. Ed è questo patrimonio che dobbiamo difendere.»
Sul versante commerciale, Nobento annuncia una struttura articolata su sei canali: rivenditori e operatori professionali, grande distribuzione, commesse private e pubbliche, vendita diretta e produzione per conto terzi. L’intenzione è distribuire l’attività su clienti e mercati diversi, con una crescita più graduale e proporzionata alla capacità reale dell’impresa.
«Oggi questa fabbrica è aperta, le persone sono al lavoro e le linee produttive sono in funzione», ha concluso Alessandrini. «Abbiamo davanti molto lavoro e ne siamo consapevoli. Ma abbiamo una responsabilità verso i nostri collaboratori, le loro famiglie, i clienti, i fornitori e questo territorio. Ed è una responsabilità che non intendiamo abbandonare.»